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2016: UN ANNO DI PROGETTI E SUCCESSI, NONOSTANTE LA CRESCITA ZERO

Risultati 2016, strategie 2017

L’anno del no

Nell’anno che ha detto “no” ai poteri forti (Brexit, Trump, Referendum, Banche…) e che ha sancito il grande distacco tra potere politico e popolo, aprendo la strada ad una cultura del facile disfattismo, incentivata da una crescita debole o pressoché nulla, immersa nel gioco di luci ed ombre della fragile ripresina con segni altalenanti e confusi, emerge con chiarezza che siamo entrati ufficialmente nell’era del post – terziario. Private della fiducia nelle banche e nei partiti, orfane di programmazioni territoriali solide e strategiche, le piccole e medie imprese del terziario stanno cercando di reggere non solo l’oggettiva e non più reversibile crisi dei consumi, ma stanno cercando di attrezzarsi per interpretare al meglio l’era del post – terziario, dove si intercettano tendenze fluide, labili e sempre più provvisorie, che tendono a mortificare le istituzioni togliendo concretezza al dialogo.
L’andamento

L’andamento 2016 è impietoso e non lascia spazio ai dubbi: la crescita è debole ed in alcuni settori pressoché nulla, la perdita dei risparmi in alcune zone della Pedemontana si è fatta pesantemente sentire. La forbice tra famiglie ricche e famiglie povere si allarga sempre più: il reddito delle prime arriva, in alcuni casi, a superare di cinque volte il reddito delle seconde (fonte: Vittorio Filippi), a tutto svantaggio del ceto medio che sta sparendo. Ci sono tante persone che lavorano “troppo” e troppe persone che lavorano “poco” (bassa intensità lavorativa ed alta intensità lavorativa, come le definisce l’Istat), per un risultato che esprime sempre più tensioni e disuguaglianze. Si aprono spiragli per i servizi, in particolare alla persona , mentre la tendenza al cambiamento inizia a manifestarsi con novità interessanti nella mobilità condivisa, nelle nuove strategie “fai da te” di valorizzazione di patrimoni immobiliari in ottica turistica (casolari di famiglia, B&B, appartamenti urbani che diventano case vacanza, location per eventi e catering…), nella tendenza a migrare verso il commercio elettronico, nel bisogno emergente e diffuso di fruizione di cultura ed evasione (eloquenti i successi dei festival letterari ed artistici, delle giornate di animazione dei centri storici, degli ingressi alle mostre, dei mercatini), quasi percepiti come anestetici locali in grado di contribuire alla cicatrizzazione delle ferite della crisi ed ai traumi di uno sviluppo territoriale disordinato e non programmato.
Il sistema che gira nell’anti-sistema
In questo scenario, il sistema associativo ha continuato a funzionare nel quotidiano, cercando di fungere da cerniera con le Istituzioni e con la Politica.
Il sistema che fa capo a Confcommercio Treviso si è rinnovato nella forma e nella sostanza, per dare coerenza al motto, “nuovi dirigenti, nuove competenze per un nuovo futuro, nuovi servizi”, cambiando sia la struttura interna che la rappresentanza. Ecco i numeri: 4250, divisi in 5 mandamenti ed in 7 sedi territoriali, organizzati in 30 gruppi sindacali, con un numero complessivo di 150 dipendenti. Possono contare, sul territorio, su 90 fiduciari e delegati, 15 dirigenti di Giunta, 41 consiglieri, ed una SPA (Ascom Servizi) con 8 membri del Consiglio di Amministrazione. Offre 30 convenzioni con tariffe agevolate (dalla telefonia ai servizi energetici) per garantire risparmi concreti e tangibili nelle spese e bollette quotidiane. Grazie al sistema della bilateralità, vengono offerti servizi di welfare e contributi ai lavoratori ed alle imprese. EbiCom, Consorzio Marca Treviso, Terfidi, Caaf 50& più sono Enti che garantiscono forza, capillarità e valore al terziario.
Una cerniera che collega le radici futuro
A fungere da collegamento tra i poteri “forti”, totalmente in crisi, ed il mondo delle imprese e dei lavoratori contribuiscono i corpi intermedi che, con la forza della vicinanza territoriale e la capacità di dialogo, svolgono un ruolo di intermediazione fondamentale che ha portato, nell’anno, a siglare accordi per le politiche urbane attive volti a favorire gli affitti temporanei e l’incentivazione di nuove aperture commerciali, a stipulare partnership per la rivitalizzazione dei centri storici, ad arginare l’impatto delle grandi strutture di vendita, a favorire l’incremento di politiche del lavoro altrettanto attive con accordi territoriali improntati ad una maggior flessibilità.
Confcommercio, grazie al sostegno di Treviso Glocal e ad una serie di reti attivate con le Amministrazioni, ha animato le serate estive, i pomeriggi autunnali e le domeniche natalizie nei centri storici di Montebelluna (7 giovedi musicali e 4 giornate Vivi il Centro), Conegliano (Festalonga e 6 giornate Vivi il Centro), Treviso (3 eventi) , Mogliano (in collaborazione col Comune per pista di ghiaccio e luminarie) con l’obiettivo di riportare pubblico e vita tra le strade cittadine.
Le sfide 2017
Ma in tempi di carenza di liquidità e crisi delle banche, la spinta allo sviluppo ed al cambiamento non può che arrivare da fondi europei e da stanziamenti, unici elementi che possono far lievitare le idee e i progetti delle piccole imprese che hanno dimostrato, nell’accesso ai bandi Por Fesr, una grande capacità di innovazione e di progettualità. Capacità che purtroppo si è contrapposta ad una altrettanto grande esiguità di fondi, sbloccati dopo anni di richieste e rivelatisi del tutto insufficienti a coprire il fabbisogno di innovazione del territorio.
Le sfide del 2017 corrono dunque sul filo dell’innovazione e non possono che concludere i percorsi iniziati nel 2016: nuovi progetti per ridare vita alle città ed ai centri storici, estensione dei protocolli di politiche urbane attive per rilanciare i locali sfitti in tutti i Comuni e non solo a Treviso capoluogo, più fondi regionali e maggior dialogo con la Regione per incrementare gli accessi ai bandi per le piccole imprese, potenziamento della concertazione territoriale per garantire accordi flessibili e sempre più “su misura”.