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2018-2028: A CASALE SUL SILE UN CONVEGNO PER COMPRENDERE LE RICETTE DEL FUTURO

Domenica 11 febbraio al convegno del Forum delle Attività Produttive un confronto a 360 gradi sul futuro: ecco come prepararsi al 2028

Ambizioso il titolo: 2018-2028, aperta la domanda: quale futuro?, stimolante il confronto: tra amministrazione, sociologo, categorie economiche al tradizionale l’appuntamento organizzato dal Forum delle Attività Produttive di Casale Sul Sile (TV) nella struttura di Carnevalando che pone ogni, anno, ai cittadini, un tema su cui confrontarsi nell’interesse della collettività.
Al convegno, introdotto dal Sindaco Stefano Giuliato, coordinato dall’Assessore Lorenzo Biotti, sono intervenuti il presidente di Confcommercio Renato Salvadori, Francesco Faraon per Coldiretti, Stefano Garibbo per Confartigianato, Gianpietro Breda per Unindustria, chiamati a discutere l’analisi sociologica di Vittorio Filippi, che ha delineato una prospettiva di sviluppo che passa attraverso quattro punti essenziali, tutti da comprendere: economico, sociale, politico, demografico, in un’interconnessione stretta che deve far ragionare sul futuro, in maniera coordinata, i politici e gli imprenditori, ovvero i primi ad essere chiamati a porre in atto scelte e strumenti, e prima ancora visioni, per creare un futuro dove, occupazione, salute e coesione sociale possano ricreare quel tessuto sociale messo a dura prova da una demografia impietosa, da una ripresa ancora troppo fragile e da un politica confusa schiacciata da una evidente ingovernabilità.
Non possono che essere incerti i contorni di un futuro dove ad ogni punto corrispondono temi e dati preoccupanti: una società- come ha detto il sociologo Filippi – “rancorosa ed aggressiva”, con nuove e vecchie disuguaglianze, che invecchia rapidamente e che solo a Casale in 10 anni (dal 2007 al 2017) ha visto il 40% in meno di nascite ed in Italia vede ben 20 mila centenari ed una popolazione longeva di anziani non compensata né da altrettanti giovani né da bambini, meno ancora da nuove famiglie, in un’economia- ha spiegato Salvadori- “che viene da 50 anni di corsa veloce, esce da una crisi drastica, e soffre per la mancanza di consumi interni. Cambiata profondamente nella pelle, terziarizzata nel profondo (nella sola provincia di ci sono 5478 soggetti che erogano servizi come pasti a domicilio) l’economia chiede flessibilità, nuove figure professionali, nuovi approcci e soprattutto capitale umano.”
E se la politica al futuro risponde spesso con proclami, i cittadini con rabbia e sfiducia, il compito di offrire risposte e di guidare il cambiamento ha concluso Salvadori– spetta ai corpi intermedi, ovvero alle Associazioni di categoria, unici soggetti che possono contrapporsi al tentativo di disgregazione sociale e di disintermediazione con le fasce pulsanti della società e dell’economia. Ecco perché le risposte vanno trovate e cercate nelle iniziative messe in campo dal sistema bilaterale (per il terziario si chiama Ebicom), nella formazione, nel nuovo rapporto con la scuola (alternanza), nell’orientamento universitario, nella flessibilità contrattuale, nell’intercettare le tendenze. In una parola: nella capacità (vera) di cambiare e di rimettersi costantemente in gioco”. Per acchiappare quel futuro che, pur coi contorni incerti, attrae ancora.