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ANCHE LE PICCOLE IMPRESE DI TREVISO ERANO A ROMA

Noi c’eravamo. Un pullman di nostri soci ha partecipato alla mobilitazione generale di Rete Impresa Italia “Senza Impresa non c’è Italia, riprendiamoci il futuro”

Si sono svegliati all’alba per essere alle 4 al parcheggio dell’Emisfero, vicino all’autostrada, pronti per salire nel pullman degli “arrabbiati”. Sessanta dirigenti, consiglieri, imprenditori associati a Confcommercio Treviso, provenienti da tutta la provincia, hanno deciso di “sacrificare una giornata di sonno e lavoro” per andare a Roma, in piazza del Popolo, per “far sentire la propria voce”, e “dare fiato e sostanza” alle richieste delle piccole e medie imprese che al Governo, (futuro, in questo caso), chiedono non una semplice svolta, ma “la svolta”. Lo fanno insieme a migliaia di colleghi d’Italia e del Veneto, insieme ai presidenti nazionali, insieme ad altre 4 Associazioni di rappresentanza (CNA, Confartigianato, Casartigiani, Confesercenti), consapevoli di interpretare il malessere e lo sconforto di tutti i lavoratori autonomi, ma anche dei loro dipendenti, e di essere arrivati al capolinea in un momento storico difficilissimo che rischia di scivolare definitivamente verso un declino economico irreversibile.
Se con Letta gli appelli si sono susseguiti e rimasti inascoltati per mesi, ora Renzi è avvertito: le piccole e medie imprese del terziario stanno dimostrando di avere buoni polmoni e adeguata chiarezza di idee : il “patto sociale” si è rotto, sono necessari: meno fisco, meno burocrazia, meno sprechi, più credito, più lavoro, più incentivi, più consumi e restituzione delle tasse in servizi. Stop ai luoghi comuni, alle facili etichette, alle politiche del rigore, se si fermano le piccole imprese si ferma l’Italia, e non resta più niente per nessuno.
L’avvertimento è chiaro, la protesta trevigiana è montata negli ultimi mesi di crisi insieme a quella di tutto il territorio nazionale, da anni non si vedeva una marcia così “collegiale”, “compatta”, “convincente”, “condivisa e condivisibile”.
Ne sono convinti gli imprenditori che hanno risposto alla chiamata, che hanno voluto andare a Roma per essere “coerenti fino in fondo e perché ritengono giusto esserci, anche fisicamente, non solo a parole”.
Sono andato a Roma, spiega Rino Rinaldin, presidente della Confcommercio di Oderzo Motta (TV), “sperando che finalmente qualcuno ci ascolti, per portare a casa qualcosa per i soci e per l’intero territorio, non abbiamo la pistola, ma la piazza saprà dare forza alle nostre idee ed alle nostre giuste richieste. Siamo stanchi e stremati.”
A Castelfranco, spiega Pierluigi Sartorello, presidente della Confcommercio castellana, “i soci non ne vogliono più sapere della politica. I centri storici sono deserti, i consumi sono calati, siamo vessati dalle tasse, pressati dalle banche, gli imprenditori si suicidano e poi ci etichettano come evasori. Ma dove sono i ricchi?…”
“Coerenza fino in fondo”, è la parola d’ordine di Carlo Taborra, imprenditore montebellunese che parte insieme ai colleghi per dimostrare che “le proteste, quelle vere, non possono che passare attraverso le testimonianze, anche personali e dirette, di chi crede fino in fondo nelle proprie ragioni. Di chi si alza presto per portare a casa qualcosa per la “propria impresa, ma anche per la comunità”.
Abbiamo ragioni da vendere, conclude il presidente dei benzinai Moreno Parin, “oltre a tutte le motivazioni espresse dalle Associazioni e dai colleghi, noi benzinai siamo ulteriormente vessati dalle Compagnie petrolifere, con le quali abbiamo un rapporto “quasi da schiavismo”.”
Nessuno più vuole pagare altri conti, la svolta è necessaria.

Il volantino informativo di Treviso
volantino treviso Video della partenza

 

video roma 21 febbraio