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APPELLO AI CANDIDATI: DAL 1 GIUGNO SI CAMBIA

IL TERRITORIO ASPETTA SCELTE PRECISE E STRATEGICHE

Renato Salvadori (presidente Confcommercio Treviso) indica ai candidati le priorità per il territorio: siamo delusi dalla campagna elettorale

Basta proclami e grandi dibattiti su temi nazionali, chi vincerà le elezioni dal primo giugno in poi sarà chiamato a confrontarsi con le imprese sui temi quotidiani, precisi e puntuali, attesi da troppo tempo e fondamentali per la specificità di questo territorio.

A ribadire la necessità di “dare una svolta” ad un corso politico che ha visto una campagna elettorale sostanzialmente deludente e farcita di promesse generiche “futuriste” e “piene di speranze ed opportunità”, ma troppo priva “di risposte puntuali e precise” che la Marca trevigiana aspetta, è Renato Salvadori, presidente di Confcommercio Treviso, Associazione che ha firmato e co-sostenuto, con Confcommercio Veneto, il documento “Veneto motore Paese” già presentato ai candidati in lizza.

Meno tasse, meno burocrazia, meno obblighi, più incentivi e più occupazione sono slogan che sentiamo da tutti e che sono ovviamente ampiamente condivisibili ovunque, ora però la Politica regionale deve “creare le condizioni per permetterci di fare quello che abbiamo dimostrato di saper fare bene, cioè crescere in produttività”. Salvadori chiede attenzione a tre settori fondamentali dell’economia: il commercio, il turismo ed i servizi, facendo comprendere che siamo in una trasformazione strutturale paragonabile a quella degli anni 60 con i primi supermercati.

Se il commercio deve “ripartire dai borghi e centri storici, assumendo un ruolo di sostegno al turismo e contribuendo a migliorare le qualità della vita di cittadini e consumatori, sul turismo occorre “cambiare l’angolo di visuale, considerandolo come deve essere considerato nel Veneto, prima regione turistica italiana: ovvero un contesto ampio ed integrato che assommi in sé commercio, cultura, servizi, prodotti tipici, con l’obiettivo di creare un “prodotto turistico nuovo” con contenuti veramente alternativi ad altri comparti dell’economia come il manifatturiero. Sui servizi occorre “aumentare la massa critica delle imprese sostenendole finanziariamente” agevolando il loro sviluppo e valorizzando il potenziale in un territorio “sburocratizzato e più reattivo”, passando attraverso un maggior collegamento con la scuola, che chiede “investimenti, opportunità ed orientamenti pratici verso l’unico futuro che potrà arginare l’emorragia verso l’estero dei giovani e dei nostri figli”.

Uno scenario complesso che- secondo il presidente di Confcommercio – non può che tradursi in scelte precise e puntuali che dovranno essere attuate dal 1 giugno e che diventano risposte concrete ai “bisogni della gente e delle imprese”: investimenti sulla banda larga, attivazione metropolitana di superficie e avvio della città metropolitana (dimenticate), regimazione di grandi superfici commerciali (siamo una provincia in cui i colossi si cannibalizzano), potenziamento delle azioni sui distretti del commercio (tipo Urbecom), cantierabilità dei lavori del casello di S. Lucia di Piave, norme ed incentivi per aziende innovative ed innovatrici, finanziamento dei Confidi e sostegno all’artigianato artistico ed all’agroindustria che esporta.