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APPELLO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE: TREVISO DIMOSTRI LA PROPRIA CAPACITA’ DI FUTURO

INTERVENTO DI GUIDO POMINI, PRESIDENTE DI CONFCOMMERCIO TREVISO
PERCHE’ LA SMART CITY NON DIVENTI L’ENNESIMA DELUSIONE

Guido Pomini Presidente Ascom Confcommercio Treviso

Guido Pomini Presidente Ascom Confcommercio Treviso

La chiarezza auspicata, nei giorni scorsi, dalle pagine del quotidiano la Tribuna, in merito al commercio ed al suo rapporto con l’Amministrazione comunale, dimostra che il problema di Treviso non è solo quello del commercio, né quello della pedonalizzazione progressiva, né quello, più recente, dei rifiuti o dei trasporti o del parcheggio in piazza Vittoria (notizia di questi giorni). Ma sta prima di tutto nella propria capacità di progettare il futuro e di offrire ai cittadini tutti – e con essi ai commercianti – una visione chiara, unitaria e sintetica dell’idea di città. Perché le polemiche sul commercio in crisi con le sue serrande abbassate, sulla singola via o piazza pedonalizzata, sugli esperimenti di blocco del traffico, parziali o temporanei che siano, non sono altro che cartine al tornasole di un alto livello di frustrazione e di malcontento, di attese deluse, di un logorìo che perdura da anni e che con la crisi economica non può che sentirsi in maniera più aspra. Certo- è un malcontento- quello che si respira oggi a Treviso, che ha “origini” antiche, di cui certo questa Amministrazione non può esserne completamente responsabile, che trova le sue motivazioni in anni di scelte mancate delle Amministrazioni precedenti- ed anche e lo dico con piena consapevolezza- in quelle divisioni ataviche ed in questi tristi personalismi che da decenni caratterizzano la categoria che rappresento e che, quotidianamente, sono sotto gli occhi di tutti.

Pur a fronte di tutto ciò, l’avvio del nuovo mandato e la precedente campagna elettorale, hanno avuto il merito di favorire un sentimento che da tempo non emergeva: quello della speranza. Di cambiare, di dare una svolta. Il grande tema di fondo della smart city “città intelligente”, che porta con sé tutta la voglia di cambiamento e di innovazione, ha attivato un coinvolgimento psicologico in tutti, commercianti compresi, che, di fronte alla drammatica situazione economica ed al vuoto politico e progettuale, sembrava (e sembra tuttora) la soluzione creativa con la quale poter avviare un cambio di paradigma e concepire un futuro nuovo, dove le diverse dimensioni della città: economia, ambiente, mobilità, governance, qualità della vita, cultura e capitale sociale si integrano potenziandosi reciprocamente e favorendo un vero rilancio.

Tutti, cittadini ed Associazioni, Confcommercio in primis con tutta la sua disponibilità, a partire da maggio 2013, ci siamo sentiti parte di quella “comunità intelligente” promossa ed annunciata durante la campagna elettorale: ora è giunto il momento di trasformare questa promettente suggestione in una o tante operazioni concrete, perché la dimensione urbana deve rispondere ai bisogni concreti dei cittadini e delle imprese, migliorando l’economia, ma anche le relazioni sociali e la qualità della vita.

Questa è la vera sfida della “città intelligente”: andare oltre gli ostacoli amministrativi, prendere il meglio della “partecipazione attiva” tanto richiesta, cavalcare l’onda lunga dell’innovazione per porre in atto quelle iniziative indispensabili che consentano a Treviso di proiettarsi con dignità, qualità e competenza nel panorama nazionale delle città creative ed intelligenti. Mobilità, rigenerazione di immobili dismessi, parcheggi, pedonalizzazione, sono solo alcuni ingredienti del futuro.

Cito solo un dato per comprendere:  lo smart city index, che classifica 103 comuni capoluogo, misurando i vari fattori che determinano il livello “smartness”, ci pone totalmente fuori non solo dal podio delle migliori città, ma a livelli bassi e di certo non onorevoli per una città bella e “cortese” come la nostra.  Ci superano di gran lunga Trento, Cagliari, Vicenza, Torino, Genova, Bologna, Modena….

Non c’è tempo da perdere: il forum PA assicura che nei prossimi 7 anni arriveranno sulle nostre città cinque miliardi di finanziamenti per l’innovazione, la programmazione europea 2014-2020 prevede che circa il 5% dei 30 miliardi previsti per l’Italia vada alle città, senza contare i bandi per l’efficientamento energetico, i trasporti e la logistica.

La smart city è una grande opportunità, ma rischia di trasformarsi nell’ennesima delusione se non gestita con competenza, professionalità e lungimiranza.

E’ questa la prova fondamentale in cui questa Giunta deve misurarsi, affrontandola step dopo step come fa un buon atleta quando si allena per una gara importante, definendo, con orologio alla mano, di volta in volta, tempi e metodi, senza mai perdere di vista il traguardo finale. La medaglia va conquistata.