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AREA CASTELLANA: STIAMO ALLESTENDO UN GRANDE CANTIERE

Molti i progetti e le opere in programma

“L’area castellana è un grande cantiere per il quale stiamo prevedendo una serie di opere importanti e di progetti strategici per il turismo”.

Lo ha ribadito il presidente di Ascom-Confcommercio Castelfranco, da alcuni mesi anche presidente del Consorzio culturale Terre di Giorgione- al termine di una stagione autunnale intensa che ha visto l’avvio e la discussione di importanti progetti.

“Tutti gli sforzi che stiamo facendo”- spiega il presidente Sartorello- “vanno nella direzione del rilancio e della valorizzazione del territorio. Abbiamo un patrimonio di immenso castelfrancovalore, stimabile in alcune centinaia di miliardi di euro, che rappresenta la nostra identità, la nostra storia ed i nostri valori. Un patrimonio però spesso inaccessibile: a Castelfranco sono stati interrotti i lavori per l’ “Opera del Duomo”, mentre ci stiamo interrogando sul futuro di Villa Bolasco, sul ruolo e sulla funzione delle pregiatissime Ville che fanno parte del nostro territorio (Villa Emo, Villa Chiminelli). Senza contare le incertezze sul futuro della direzione del Museo Casa Giorgione, una realtà per la quale siamo intervenuti chiedendo sostegno e continuità.

Penso che il futuro della Castellana stia essenzialmente nella capacità di valorizzare e commercializzare le proprie risorse turistiche ed enogastronomiche: nelle Ville e nel radicchio variegato, Castelfranco trova due elementi essenziali attorno ai quali potrà progettare lo sviluppo, coordinando le offerte commerciali e garantendo un’adeguata offerta turistica.

 

 

IL RADICCHIO VARIEGATO DI CASTELFRANCO, UN TESORO SU CUI PUNTARE

Una parte centrale dell’offerta enogastronomica della Marca trevigiana è rappresentata dal radicchio variegato, che Castelfranco ha la fortuna di avere, un ortaggio definito “principe” dei radicchi bianchi, fregiato con il marchio IGP e soprannominato “la rosa d’inverno”, la cui nascita ha una storia che risale alla fine dell’800, da un incrocio tra Radicchio di Treviso e scarola. Il marchio IGP – acronimo per Indicazione Geografica Protetta – è un riconoscimento Europeo: viene assegnato a quelle specialità alimentari che possono essere coltivate o lavorate solo in determinate aree della penisola, perché è proprio dalla zona di origine e dalla tradizione locale che traggono le loro caratteristiche determinanti. Non è quindi un caso se in Veneto ben 5 radicchi siano stati riconosciuti IGP: la particolarità del terreno dell’area castellana ha consentito alla “rosa d’inverno” di ottenere questo prezioso riconoscimento.