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SALDI INVERNALI: VENDITE E SENTIMENT DI IMPRESE E CONSUMATORI

Presentata al Palazzo del Terziario, l’indagine di Confcommercio e Federmoda sull’andamento dei saldi invernali elaborata da Quaeris.

IL CAMPIONE
Confcommercio e Federmoda hanno commissionato a Quaeris un’indagine condotta tramite interviste somministrate durante i primi giorni di saldi ad imprese e consumatori, dislocati nell’intero territorio trevigiano.
Il campione dei consumatori è composto da 351 soggetti, di età compresa tra i 18 e gli oltre 65 anni, dei quali il 54,4% sono femmine ed il 46,6% maschi. La maggioranza, il 59,4% sono coniugati o in famiglia di fatto, il 28,4% è single e il 12,2,% non è coniugato. La maggior parte ha un diploma superiore: il 55,8%, il 17,1% una laurea o una specializzazione, mentre il 18,6% ha il titolo delle medie inferiori e solo l’8,5% la scuola elementare. Il 48,6 % degli intervistati dichiara di essere occupato, il 32,3% è pensionato, il 9,1% % del campione è rappresentato da casalinghe, e vi sono infine percentuali residuali di studenti (5,1%) e disoccupati o in cerca di occupazione.
Il campione delle imprese è composto da 87 commercianti, dislocati in provincia di Treviso, che hanno una media prevalente di addetti variabile tra i 2 ed i 5, rappresentativi di varie categorie merceologiche: abbigliamento, calzature, accessori, biancheria intima, biancheria per la casa, articoli sportivi ed altro. Delle 87 imprese intervistate, quasi la metà, il 49,8% opera nei centri storici ed urbani, il 7,9% presso centri commerciali, il 42, 8% nella cintura urbana o periferia.
GLI ACQUISTI
Tra gli intervistati, il 42,4% dichiara di aver intenzione o di aver già acquistato in saldo e di questi ben il 76,5% utilizza negozi di fiducia. Non si rilevano forti differenze tra maschi e femmine, mentre sono evidenti le propensioni di acquisto:
Per il 50, 3% capi di abbigliamento (dei quali solo il 4,3% sono capi spalla), seguiti da calzature 12,7%, accessori 15,6%, biancheria intima 2,2%, pelletteria e biancheria per la casa 1,6%.
Tutto sommato, l’attesa dei saldi è sempre una bella attesa, che in qualche modo fa ancora fremere, visto che il saldo è abbastanza importante per circa il 50% dei consumatori, e che per l’8,5% (in + rispetto al 7% dello scorso anno) è molto importante. Tra i “saldisti”, ovvero quelli che aspettano abbastanza o molto il saldo, l’81% si avvale del saldo per comprare qualsiasi prodotto, mentre il 19% per prodotti griffati o di marca.
Se guardiamo al portafoglio vediamo che il dato nazionale ufficiale di Federmoda stima una spesa di 141 euro a consumatore, mentre il sondaggio trevigiano evidenzia una forbice, che si apre in due direzioni, la fascia più bassa sotto ai 100 euro, e quella top oltre i 400-500 euro.
Traducendo in percentuali, il sondaggio trevigiano evidenzia che oltre il 55% di chi acquista ha stanziato meno di 100 euro, il 31% è disposto a spendere una cifra compresa tra i 100 ed i 200 euro e solo il 2% ritiene di poter andare oltre i 400 o 500 euro.
I NEGOZI DI FIDUCIA
Il 44% degli intervistati acquista in saldo nel negozio ubicato in centro storico, il 15,6% acquista in saldo presso altri negozi della cintura urbana o periferia ed il 40,4% nei centri commerciali, ma la motivazione trasversale che prevale e che muove il consumatore è sempre la fiducia, la ricerca della relazione.
AVANZA L’ON LINE?
L’acquisto in saldo ed on line avanza, ma non fa paura, anzi, in alcuni casi è un incoraggiamento dell’esperienza locale per espanderne le potenzialità ed esplorare nuove opportunità. Il 38,4% degli intervistati afferma di non acquistare mai su internet *(dato in calo rispetto al 49% dello scorso anno), il 15,8% raramente, il 21,8% guarda, se può acquista sui siti e più raramente nei negozi, il 20% dà uno sguardo, ma poi preferisce i negozi fisici, il 3,4% (in aumento rispetto al 2,8% dello scorso anno) acquista quasi esclusivamente su internet.
La soddisfazione per l’acquisto “tangibile” permane, anche se si sta facendo largo un approccio all’online molto consapevole, informato ed attento da parte del consumatore.
COMMERCIANTI, TIMORI E PROSPETTIVE
Interpellati rispetto all’andamento complessivo del 2018 (indipendentemente dai saldi), i commercianti, per il 47,8% dichiarano che le vendite rispetto all’anno precedente sono diminuite, per il 13,5,% aumentate e per il 38, 7% rimaste stabili.
Conforta, nel periodo dei saldi, l’incremento di visite e nuovi clienti in negozio, registrata dal 6,8% dei commercianti. Il saldo, per oltre il 70% dei commercianti, rappresenta una quota del fatturato complessivo compresa tra il 5 ed il 10%.
I COMPORTAMENTI DI ACQUISTO
Oltre ad essere ben informati, i comportamenti emergenti dei consumatori sono: guardare e conoscere per poi acquistare in internet solo alcuni generi: questi sono circa il 36%, quota che va ad affiancarsi ad uno zoccolo duro costituito dal 76,5% che predilige il negozio di fiducia, segno evidente che la “politica di vicinato e di relazione” funziona e diventa elemento incentivante per la motivazione all’acquisto.
I COMMENTI
“In un periodo post-crisi”- afferma il presidente di Confcommercio Renato Salvadori – “in cui l’elettrocardiogramma delle imprese appare tendente alla stabilità si confermano le previsioni e le tendenze già previste. I negozi dei centri storici ed urbani, danno anima ed identità e come tali vanno salvaguardati, incentivati e tutelati, l’e-commerce avanza ma non soppianta e deve essere un’opportunità su cui riflettere. Le tendenze dimostrate dai consumatori dimostrano che c’è un sostanziale equilibrio tra negozi fuori e dentro ai centri urbani, dove il denominatore che tiene è la fiducia. In un contesto che propone variazioni minime ed equilibri delicatissimi- prosegue Salvadori – non sono ammissibili altre nuove grandi superfici di vendita: i 46 mila metri quadri annunciati qualche giorno fa a Pederobba suonano come un eccesso stonato ed in controtendenza. I consumatori cambiano, sono aggiornati ed informati, ma per incentivare una vera ripresa, è fondamentale garantire i redditi ed i loro percettori all’interno dei nuclei famigliari: laddove ci sono due o più redditi, i consumi aumentano ed a trarne beneficio non sono solo i diretti interessati, ovvero le imprese ed i consumatori, ma l’intera società”.
Per Guido Pomini, presidente di Federmoda Confcommercio, “il saldo tradizionale, nonostante la crisi mantiene il proprio appeal, anche se annacquato da vendite promozionali diluite per tutto l’anno e fortemente anticipato dal black Friday, formula che nel 2018 ha iniziato ad impattare nel nostro territorio”.
“Occorre interrogarsi su regole e nuove date, il saldo è un format che va ripensato. Attualmente, come Federmoda, stiamo pensando ad un cambiamento che ridefinisca questo periodo con un approccio più concreto, nuovo e conveniente. E’ allo studio (dopo aver confrontato i bilanci di un gruppo di aziende) l’ipotesi dello spostamento della data di inizio di quattro settimane (sia per l’inverno che per l’estate), e la riduzione della durata del periodo: da due mesi ad uno”.
“In questo modo”- conclude Pomini- “si può effettivamente parlare di una fine stagione effettiva e valorizzerebbe il significato dello sconto”.
IL GENIUS LOCI DI QUEST’EPOCA DI CAMBIAMENTO: TRE PARADIGMI PER ORIENTARSI
Fiducia, tempestività, unicità
“Ho individuato”- commenta Guido Pomini – “tre paradigmi che ci aiutano a leggere il genius loci, i significati radunati in questi numeri ed in questo momento storico. Il primo è quello della fiducia e della condivisione. La sostanziale tenuta del negozio fisico dimostra che l’evidente cambiamento dei consumatori ha trovato nelle piccole imprese la paradigmatica capacità di sostenerlo e di comprenderlo. Nella fiducia si concretizza uno stile imprenditoriale che si sottopone non solo allo sguardo temporaneo, ma ad un rapporto duraturo ed abituale. Il secondo è quello della tempestività e della velocità: nel negozio fisico o in quello virtuale quello che conta è essere tempestivi- come essere nel posto giusto al momento giusto – o avere il prodotto giusto nel momento ideale ed essere veloci nel consegnarlo. Il terzo è quello dell’unicità locale, intesa come capacità di esprimere le proprie specificità e la propria “storia”, di essere caratterizzante, di influenzare scelte, gusti, stili”.
Consulta il report completo dell’indagine:
UNASCOM TREVISO – REPORT FINALE INVERNO 2019