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BECCHERIE: SE NE VA UN PEZZO DI STORIA

La chiusura del noto locale fa riflettere sul grande cambiamento che ha investito la città e trasformato i consumi
“La chiusura delle Beccherie”- commenta il direttore della Confcommercio trevigiana Piero Tedesco- “non è solo la conseguenza della crisi, ma è il risultato di un cambiamento drastico che negli ultimi anni ha cambiato non solo la città, ma l’approccio al consumo ed alla ristorazione”.
Mode e nuove tendenze, unite ai problemi del centro storico, alle svariate forme di concorrenza che alterano il mercato, stanno spazzando via pezzi importanti di storia, pagine fondamentali della nostra tradizione. Il cibo è cultura, e con le Beccherie ne perdiamo una parte significativa.
Da giovane segretario dell’allora Gruppo Ristoratori della Marca trevigiana- afferma Tedesco- non posso che ricordare gli “anni eroici” della nostra ristorazione (anni ’80), dei festival, delle tradizioni, degli anni in cui cominciava a manifestarsi, da altre realtà italiane e straniere, l’interesse per la nostra ristorazione e per i nostri prodotti.
“Mi spiace per l’amico Carlo Campeol, che ha sempre tenuto duro sui suoi valori e sui suoi piatti forti”. Mi conforta il fatto che, come ConfCommercio, insieme ad Ais Veneto, in una non lontana serata estiva (era il 2012) con tutto il gotha della ristorazione, siamo riusciti a premiare, per il merito gastronomico e per il noto tiramisù, il padre Ado e la mamma Alba (vedi foto).
“Unanime il coro di sorpresa, di cordoglio e di rammarico da parte di tutti i colleghi del Gruppo Ristoratori della Marca trevigiana”- che hanno appreso la notizia dai media”. “Con le Becchierie”- afferma il presidente Paolo Fantin- “se ne va un pezzo di storia del nostro lavoro, costruito negli anni con fatica, dedizione e ricerca continua per sostenere i valori della tipicità e della tradizione. Siamo tutti amareggiati.”