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CARO BOLLETTE SAVNO: PARTITA UNA MISSIVA INDIRIZZATA A TUTTI I SINDACI DEL CONSORZIO CIT

Con proposte e soluzioni per “salvare” la situazione

Dopo la protesta per lo shock da “caro rifiuti”, arrivano le richieste concrete. Per tentare di salvare il salvabile e di ridurre l’impatto dell’aumento della bolletta dovuto alle nuove modalità di tariffazione. Confcommercio ha non solo denunciato l’aumento e supportato gli associati alle prese con il nuovo sistema di fatturazione, ma ha preso carta e penna per proporre “soluzioni” che- in extremis- potrebbero rappresentare, già per quest’anno – uno spiraglio per molte imprese, soprattutto quelle che hanno avuto aumenti molto significativi superiori al 30%. Nella missiva indirizzata a tutti al Presidente ed ai Sindaci del Consorzio C.I.T. ed al presidente di Savno, Confcommercio ipotizza una sorta di “ravvedimento” e chiede:
– l’introduzione di una tariffa commisurata alla capacità dei contenitori in dotazione, molto spesso sovradimensionati rispetto alle esigenze solo dopo che le aziende avranno avuto la possibilità di sostituire i contenitori e quindi con effetto retroattivo per il 2016;
– la sospensione della “nuova” pesante fatturazione dove è ancora possibile e l’emissione di una sola fattura di conguaglio per il 2015;
– la verifica preventiva delle situazioni che presentano aumenti significativi superiori al 30%;
– la rateizzazione delle scadenze qualora l’utente non riesca a fronteggiare l’aumento;
– la possibilità per le attività produttive di avere un ritiro quindicinale anziché mensile per il vetro come avviene nel resto della provincia;
– la costituzione di un tavolo di confronto con le Organizzazioni di categoria per un più ampio coinvolgimento per istituire, come in altri territori, una prassi che consenta un vero confronto e prevenga aumenti del genere che giungono nelle tasche delle imprese come “fulmini a ciel sereno”.
“Da una lettura attenta delle situazione”- spiega Nevio Marchesini– “segretario dell’Ascom montebellunese che da anni segue le tariffazioni per le utenze non domestiche- anche la tempistica e la mancata comunicazione hanno contribuito ad aggravare l’impatto dell’aumento. Tanto più che in un’unica soluzione si sono congiunti cambiamenti, per quanto condivisibili, di rilevanza tale che sarebbe stato meglio diluire in due emissioni di fatture e non concentrare in un’unica soluzione due annualità come si è scelto di fare. Come Associazione di categoria facciamo da filtro e ci poniamo come interlocutori per arrivare ad un sistema più equo.”