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CONEGLIANO, DIMEZZATO L’APPEAL DELLA CITTA’, L’ASCOM: CORRERE SUBITO AI RIPARI CONFRONTANDOCI SUI GRANDI TEMI

L’Associazione ha quantificato con dati i danni causati dalla politica di decentramento avviata da anni
dall’ Amministrazione comunale.

Le chiusure eccellenti e le imminenti aperture chiamano ad attuare azioni concrete ed a confrontarsi con l’Amministrazione.

Capraro: chi riesce a fare impresa e ad innovare svolge un ruolo sociale da riconoscere per il servizio, il presidio, la sicurezza, l’ordine e il decoro che garantisce alla città

I consumatori ed i relativi passaggi pedonali, in centro, si sono dimezzati, e sono passati, in pochi anni (dal 2010 al 2016) da 3.000.000 a 1.500.000 l’anno. Ciò significa che negli ultimi anni della crisi, l’effetto della politica di decentramento ha sottratto al centro la metà dell’appeal e dell’attrattività, dimezzando le persone che hanno il piacere di passeggiare in città, di sostare davanti ad una bella vetrina e, conseguentemente, di acquistare. Inoltre, più di 1 milione di cittadini-consumatori, tra il 2011 ed il 2012, anno di apertura del Conè, ha infatti cambiato il proprio itinerario di shopping e si è spostata dal centro alla periferia. E’ questo il dato generale che Ascom-Confcommercio Conegliano, è riuscita a mettere nero su bianco per tradurre in cifre la crisi del commercio cittadino. Il confronto tra i “volumi” dei passaggi pedonali tra una vetrina del centro commerciale, ed una, della stessa merceologia ed attrattiva, del centro storico è inequivocabile: 600. 000 persone l’anno rispetto alle 350. 000 del centro. I dati dei parcheggi dovrebbero confermare questo trend, non a caso il nuovo bando prevede la sosta libera nei giorni del sabato.
“Impietosa”- secondo il presidente di Ascom-Confcommercio Conegliano Federico Capraro- la fotografia della situazione commerciale, che testimonia non solo l’impatto della politica in corso, ma conferma l’effetto un processo generale che investe tutto il territorio trevigiano, causato dalla diffusa presenza di grandi strutture di vendita periferiche (21 centri commerciali in provincia) per un indice di grande distribuzione per abitante che supera, in provincia, i 349,69 mq/1000 abitanti che, ora fa sentire, con le chiusure di negozi e botteghe, tutto il suo peso”.
“Urge”- chiede Capraro- “da parte dell’Amministrazione, un cambio di passo che parta da una visione più definita della vocazione della città intesa nel suo complesso. Per questo motivo, chiediamo all’Amministrazione di dar corso alle richieste contenute nel documento politico presentato prima delle elezioni, e prima ancora alle Amministrazioni precedenti, e di partire dai “quattro fondamentali”, ovvero:

– L’istituzione di un forum permanente partecipato per creare prospettive e la visione di un unico grande progetto che contiene le soluzioni sull’accessibilità al castello, la riqualificazione di via XX settembre, Piazza Carducci, la nuova Amerigo Vespucci, il Biscione e l’area Zanussi;
– L’avvio di una concreta collaborazione pubblico-privato;
– Lo sviluppo di strategie turistiche e di marketing per la tematizzazione e identificazione territoriale di Conegliano come città del Cima e del prosecco;
– La valorizzazione delle imprese che, riuscendo a cambiare e ad innovare, svolgono un ruolo sociale in città;

“Senza se e senza ma, occorre rimboccarsi le maniche, iniziare il percorso di progettazione della Conegliano dei prossimi 10 anni. Bisogna, da subito, dare le prime risposte e quindi sedersi al tavolo per stabilire un programma continuativo di eventi e di marketing , ridurre i tributi locali, prevenire i cambi d’uso, riprogettare i locali dismessi, applicare una nuova politica di affitti temporanei, tener conto della suddivisione territoriali tra zone e quartieri. Confcommercio è già pronta ad avviare ragionamenti di largo respiro per le necessarie soluzioni a lungo termine per la città ed il comprensorio.