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CONFCOMMERCIO-SINDACATI: FATTO L’ACCORDO FINO AL 2015, SEMPLIFICATE LE PROCEDURE MA RIDOTTI I TEMPI PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI

Salvadori: “Serve uno strumento unico e definitivo”
Le imprese del terziario trevigiano in crisi che decidono di ricorrere agli ammortizzatori sociali, a partire da ora, potranno usufruire della cassa integrazione in deroga per un massimo di 11 mesi (nel 2015 passa a 5 di durata massima). Dal 2015 la CIG verrà sostituita dal fondo di solidarietà, costituito da fondi statali che consentiranno alle Regioni di rispondere alle richieste delle imprese. A Treviso e provincia inoltre, grazie all’intervento di EBiCom, vengono garantiti alle aziende e ai lavoratori ulteriori integrazioni al reddito qualora non siano sufficienti quelli della cassa in deroga oltre ad una dote per la rioccupazione.
L’accordo regionale firmato ai primi di settembre, se da una parte si presenta come una boccata di ossigeno per le aziende in crisi con procedure più snelle e semplificate, dall’altra restituisce al mondo del terziario trevigiano la conferma che non può più essere lo strumento adeguato per garantire alle imprese la competitività necessaria ed ai lavoratori il giusto mezzo per riqualificarsi sul piano occupazionale.
“Tutto il sistema degli ammortizzatori sociali- sottolinea il presidente di Confcommercio Renato Salvadori”- “pur essendo il frutto di una politica sindacale matura che ha fino ad ora sostenuto in parte l’occupazione, chiede ora un nuovo approccio, che confluisca in un ammortizzatore unico e definitivo, erogato con criteri certi, che elimini le divisioni tra grandi e piccoli (la soglia dei 15 dipendenti rappresenta un limite in un territorio di PMI come il nostro)che eviti tutte le distorsioni del mercato attuale (pochi controlli uniti a casse integrazioni che durano anni) e che riduca il rischio dell’effetto “rifugio”, spesso infinito e comodo per troppe realtà che impediscono a queste politiche di sostegno di trasformarsi in vere politiche di rilancio occupazionale.”
“Gli esempi “buoni” non mancano”- conclude Salvadori- “basta pensare che a Nord delle Alpi i periodi di disoccupazione vengono obbligatoriamente utilizzati per aumentare l’apprendimento ed acquisire professionalità. La protezione sociale è di sicuro un valore che va salvaguardato, così come il reddito dei lavoratori, ma occorre rompere alcuni tabu antichi, cambiando approccio e pensando agli ammortizzatori sociali come occasioni di revisione dei modelli aziendali e delle varie professionalità nonché incentivare politiche attive per la ri-occupazione”.