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CONFCOMMERCIO & SINDACATI UNITI: ECCO IL NOSTRO WELFARE

Per il 2014 stanziato 1 milione e 300 mila euro per sostenere i lavoratori e le imprese del terziario Si apre il capitolo delle “politiche attive” con incentivi concreti occupazionali

Sostenere il reddito dei lavoratori nel momento di massima crisi significa sostenere le famiglie, rilanciare i consumi e contribuire allo sviluppo dell’intera società e dell’economia. E’ questa la premessa di fondo dalla quale sono partiti le Organizzazioni Sindacali, ovvero: Nadia Carniato per Filcams CGIL, Edoardo Dorella per Fisascat CISL, e Massimo Marchetti per Uiltucs, con la supervisione dei segretari generali Giacomo Vendrame (CGIL), di Franco Lorenzon ( CISL) e di Carlo Viel (UIL) e Confcommercio Treviso (il presidente Guido Pomini assistito dal segretario Piero Tedesco, dal responsabile degli uffici sindacali Luca Bertuola e da Valter Carnio, consulente del lavoro di Ascom) per costruire- tassello dopo tassello – un accordo che, mettendo a disposizione la somma complessiva di 1 milione e 300 mila euro (del bilancio EbiCom), potesse veramente diventare “strategico ed innovativo per il terziario per l’occupazione trevigiana, frutto di una concertazione territoriale efficace e lungimirante”. L’accordo, siglato a dicembre, presentato oggi alla stampa, decollerà da questo mese, è rivolto a tutte le imprese aderenti al sistema Confcommercio ed ai loro lavoratori dipendenti ed è destinato a caratterizzare questo territorio per il carattere propositivo ed innovativo dei contenuti espressi.

Molte le novità “tutelanti” previste, che superano ed integrano i precedenti accordi di sostegno al reddito. Vengono estesi e potenziati i sostegni economici già previsti negli anni scorsi (sia per efficacia che per durata), soK800_P1010065stenendo ulteriormente, con una quota aggiuntiva (del 20%), i lavoratori già beneficiari di integrazione Aspi (licenziati per giustificato motivo oggettivo), i lavoratori “sospesi” (anche apprendisti, ovvero quelli a casa per crisi o mancanza di lavoro) e quelli in contratto di solidarietà (ovvero quelli con orario di lavoro ridotto anche di aziende con meno di 50 dipendenti).

Fortemente innovativo il capitolo sugli incentivi per le assunzioni, che “apre concretamente alle politiche attive”. Ovvero, non solo contribuzione economica, ma incentivo vero e proprio per le imprese che decidono di assumere un lavoratore disoccupato, sospeso o in cassa integrazione, anche se non a tempo indeterminato. “Si tratta”- spiegano i firmatari- “di una sorta di “dote” che il lavoratore porta con sé, trasformando così il rapporto lavoratore/azienda e contribuendo a cambiare l’ottica dell’aiuto fine a se stesso in un meccanismo nuovo e premiante.” Sui contratti a tempo indeterminato la “dote incentivante” può essere anche cospicua, circa 600 euro al mese per persona assunta (comprensivi di contributi pubblici), “ossigeno puro” per le imprese in affanno.
Ampio e significativo il capitolo “formazione” consacrata ufficialmente come parte “saliente di una corretta politica attiva di lavoro”. Oltre alla formazione di “default” già prevista (igiene, sicurezza, professionalizzante), vengono finanziate azioni formative nuove finalizzate a “favorire le aggregazioni tra imprese, a premiare l’efficienza organizzativa, i livelli di produttività”. In una parola: “il merito”, che in questo accordo trova, per la prima volta nella storia sindacale trevigiana, concretezza, legittimità e soprattutto denaro immediatamente erogabile. Non manca il capitolo sulla sicurezza del lavoro che permette alle aziende di modernizzarsi, adeguarsi ed assolvere ai molti obblighi previsti dalla normativa senza costi aggiuntivi, con un canale semplificato ed agevolato.
In sintesi, questo “accordo 2014” che contiene in sé tutta l’esperienza sindacale maturata in questi anni sofferti e pur laboriosi, non rappresenta solo una significativa “boccata di ossigeno” per le imprese in crisi e per i lavoratori disoccupati, ma apre al futuro tratteggiando un welfare che introduce ottimi ingredienti nella grande ricetta del rilancio: la flessibilità, l’efficienza, l’apprendimento continuo, l’aggregazione tra imprese. Perché garantire un reddito significa restituire serenità alle famiglie, dare prospettiva alla società, reimmettere denaro nel circuito dei consumi, prevenire il disagio e ridurre i pericoli.

 

Il testo dell’accordo:
accordo_interventi_tutela (1)

Maggiori informazioni sul sito:
www.ebicom.it