Your message has been sent, you will be contacted soon

Call Me Now!

Chiudi
Home » ATTIVITA' » DA SABATO 13 SCATTA LA RIVOLUZIONE ALLERGENI IN LOCALI PUBBLICI E RISTORANTI

DA SABATO 13 SCATTA LA RIVOLUZIONE ALLERGENI IN LOCALI PUBBLICI E RISTORANTI

Scatta sabato 13 dicembre la rivoluzione allergeni in tutti i locali pubblici, mense e ristoranti.
Si tratta di un nuovo obbligo burocratico a carico degli esercenti determinato dall’entrata in vigore del regolamento comunitario 1169/2011, che prescrive che per i prodotti alimentari somministrati o venduti sfusi sia data al consumatore l’informazione degli allergeni utilizzati nella preparazione.
In pratica, ogni esercente dovrà provvedere ad ampliare il proprio menu redigendo una lista di allergeni contenuti nei vari piatti.
Un esempio su tutti?  L’uovo, allergene che alla stragrande maggioranza della popolazione non genera alcun effetto, ma che agli allergici può provocare gravi reazioni: bisognerà indicarlo a fianco di tutti i piatti che lo contengono, come omelette, insalata russa, cotoletta alla milanese.
Idem per la pizza: non basterà più indicare “pizza margherita”, bisognerà aggiungere i cereali ed il glutine, due allergeni in essa contenuti.
Trasformando il menu in una sorta di “bugiardino”, che richiederà tempo ed impegno per la lettura, la figura del cameriere si avvicinerà a quella di un operatore sanitario. La pasta e fagioli alla veneta, per esempio, grande cavallo di battaglia della cucina trevigiana, può trasformarsi in una bomba ad orologeria per gli allergici, così come il mitico tiramisù, il prodotto a cui Treviso affida la sua fama gastronomica nel mondo: con uovo e lattosio potrebbe mandare più di qualcuno in ospedale.
Creatività e fantasia dovranno dunque fare i conti con tutti i rischi sanitari, alla faccia di innovazioni, tradizioni e buon gusto.
Il “risotto della casa” dovrà svelare i segreti culinari mantenuti per generazioni, dichiarandosi ai raggi X dell’euroburocrazia.
“Una modalità” – conferma Franco Zoppè, presidente di Fipe Treviso- “totalmente astrusa che rischia di ridurre agli occhi del cliente e nell’immaginario collettivo ogni piatto in un cocktail letale”.
Sedersi al tavolo di un ristorante diventerà dunque molto più impegnativo, il menu dovrà trasformarsi in un documento sanitario a tutti gli effetti.
Confcommercio e Fipe sono già corse ai ripari per sostenere gli associati in questa onerosa rivoluzione, e gli uffici sindacali hanno già predisposto circolari, cartelle e note tecniche operative  Legali ed esperti di Confcommercio hanno già individuato tutte le soluzioni operative, le diciture “cautelative” (tracce minime di allergeni possono esserci sempre) da inserire per ogni piatto e le tabelle da esporre: dalla pagina aggiunta al menu, fino all’agenda degli allergeni da posizionare in un luogo ben visibile all’interno del locale.  Tutto rigorosamente scritto, visto che l’Italia è l’unico paese comunitario che non ammette ancora l’informativa verbale sugli allergeni da parte del cameriere, come avviene in gran parte dell’Europa. La Confcommercio del Veneto, da mesi impegnata su questo fronte,  ha presentato una nuova proposta per consentire all’esercente anche la scelta della comunicazione orale al cliente. Due le azioni sindacali messe in campo da Fipe e Confcommercio Treviso: una richiesta di moratoria sulle sanzioni (peraltro non ancora note in questa fase transitoria di avvio), ed un tavolo tecnico di confronto con le 3 USL (7,8,9) della Provincia per arrivare ad una soluzione operativa unica, tutelando al meglio i consumatori allergici ed alleggerendo al contempo la burocrazia a carico degli esercenti, oltre ad una massiccia campagna di informazione avviata congiuntamente alla Confcommercio del Veneto. “L’euroburocrazia”- commenta il presidente di Confcommercio Treviso Renato Salvadori- “ha perso l’occasione di valorizzare sul serio le tipicità e le biodiversità, intimorendo le piccole imprese con sanzioni ed appesantendo il comparto con oneri aggiuntivi, quando trasparenza e tracciabilità  erano già parte integrante di tutte le normative precedenti.
A tutto vantaggio dell’industrializzazione spinta, che con una semplice e poco leggibile etichetta potrà immettere nel mercato prodotti veramente dannosi per la salute.
Un déja vu scontato che però non considera la verità più importante: fiducia e qualità sono valori che i nostri operatori già perseguono da anni, senza bisogno dell’intervento dell’Europa, facendo una consulenza seria ed attendibile per ogni cliente.
Chilometro zero, qualità, rispetto del consumatore e filiera corta sono le armi con le quali l’enogastronomia trevigiana ha già affrontato la sfida della crescita e potrà affrontare ora anche l’ennesimo affronto burocratico”.

Per info: uffici sindacali Confcommercio, tel. 0422 580361.

Consulta la circolare: allergeni per somministr-def-2.
Scarica il cartello: CARTELLO,
Consulta la lista allergeni.elenco allergeni

Guarda il video in home page