Your message has been sent, you will be contacted soon

Call Me Now!

Chiudi
Home » ATTIVITA' » Gruppi organizzati » DONNE, IMPRESA E LAVORO

DONNE, IMPRESA E LAVORO

PER LE IMPRENDITRICI DEL TERZIARIO SONO ANCORA TANTE LE QUESTIONI APERTE

Intervista a Valentina Cremona, presidente di Terziario Donna-Confcommercio

Luci ed ombre sul mondo delle imprese al femminile del terziario

ascom_terziario_donnaLe imprenditrici del terziario sono circa 9000 nell’intera provincia, in gran parte sono “imprenditrici di se stesse” (lavorano con partita IVA, in prima linea, senza padri e senza mariti al fianco), hanno alti livelli di scolarizzazione e specializzazione, reggono meglio il “peso” della crisi (nel commercio resistono di più le imprese al femminile), ma, pur avendo raggiunto tante conquiste e risultati economici, hanno ancora aperte le “grandi questioni”. A ribadirlo è Valentina Cremona, presidente del Gruppo Terziario Donna Confcommercio, che, per la giornata dell’8 marzo, esprime un bilancio con tante luci, ma anche varie ombre. Prima fra tutte, la “questione del lavoro domenicale”, una questione imposta dal Decreto Salva Italia che prevede la liberalizzazione selvaggia delle aperture domenicali dei negozi e che, pur riguardando tutto il comparto del commercio, investe con maggior forza e drammaticità le donne, perché le sottrae alla famiglia ed ai figli nell’unico giorno in cui ci si può riunire, trasformando la questione della conciliazione tempi di vita-tempi di lavoro, in un problema grave che si ripercuote non solo nella famiglia, ma nell’intera società. Sono all’ordine del giorno le proteste delle lavoratrici dipendenti, delle commesse, molti soggetti se ne stanno occupando ma ancora non ci sono risultati definitivi sul piano legislativo. Come ConfCommercio abbiamo fatto richieste e campagne di sensibilizzazione perché se il dramma domenicale c’è per le commesse, c’è ancor di più per le tante imprenditrici autonome costrette a stare in negozio sette giorni su sette, senza contare su riposi compensativi. Poi la questione delle “tutele” sanitarie: se un’imprenditrice del commercio o del terziario si ammala, difficilmente può trovare un sostituto d’impresa, e la questione diventa ancor più grave se si tratta di malattie lunghe, gravi o oncologiche. Tutte le indagini dimostrano che una delle necessità delle piccole imprenditrici è proprio quella di “esserci”, di dover stare in negozio o in ufficio, soprattutto nei tanti casi in cui i dipendenti non ci sono, o sono pochi. Queste questioni, inquadrabili nel più ampio scenario della conciliazione, sono ancora aperte e su queste  le donne si giocheranno la sfida del futuro: mancano aiuti e sussidi economici, ma, talvolta, anche la comprensione