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EBICOM: UN ANNO A SERVIZIO DI IMPRESE E LAVORATORI

L’Ente Bilaterale con l’assemblea di maggio ha concluso positivamente l’anno associativo

Un welfare attivo ed incentivante: potrebbe essere questo lo slogan di EbiCom, l’Ente Bilaterale del Terziario che ieri  al Palazzo del terziario, ha organizzato la propria assemblea annuale per l’approvazione del bilancio e la sintesi delle attività associative.

Conti a posto, numeri di associati in crescita (197 in più rispetto all’anno precedente), imprese e lavoratori aiutati o sostenuti nel reddito e nella vita famigliare, oltre che nella gestione della salute e delle malattie. In tempi di crisi e di precarietà, c’è da non crederci, ma il buon funzionamento della bilateralità trevigiana sta a dimostrare che questo tipo di welfare è uno strumento importante che consente al terziario di guardare al futuro con più fiducia e maggior ottimismo. “L’anno sociale di EbiCom”- assicura il presidente Mario Piovesan– “si è chiuso con dati significativi che dimostrano l’impegno cospicuo portato avanti dall’Ente a tutela e vantaggio sia dei lavoratori che delle imprese. Significativo l’accordo concluso con il mondo del volontariato, che dà un significato diverso alla disoccupazione.”

“In sintesi”- conferma la vicepresidente Nadia Carniato “siamo di fronte non solo a dei risultati confortanti che ci sottolineano la validità della bilateralità, ma anche ad una situazione che ha saputo cogliere le esigenze del mercato del lavoro con un’ottica aperta e flessibile, che sa aiutare le aziende laddove sussistano appesantimenti normativi o obblighi legislativi, ma anche le famiglie ed i lavoratori intesi come soggetti centrali dell’economia dei consumi”.

Ecco, in sintesi, i numeri che fotografano il panorama del welfare nel terziario della provincia di Treviso a fine 2014.

5.509 aziende iscritte ad EbiCom (di cui 3814 nel terziario e 1695 nel turismo). Sul fronte, diciamo “contrattuale lavorativo”: molti “pareri” rilasciati per avviare i contratti di lavoro: 599 per gli apprendisti e 509 per il contratto intermittente, 491 pratiche di conciliazione e controversie risolte (con notevole risparmio di soldi ed eliminazione dei “tempi della giustizia”, sempre maggior ricorso all’arbitrato), 188 pareri per contratti a tempo determinato e somministrazione (assunti cioè tramite le agenzie per il lavoro). Per lo “snellimento” degli adempimenti obbligatori per le aziende (con notevoli risparmi) molte aziende hanno fatto ricorso all’Organismo paritetico RLST per il documento di valutazione rischio per la sicurezza sul lavoro, dimostrando in tal modo la positività dello strumento. Il panorama dei corsi svolti è elevatissimo: oltre 4000 addetti hanno frequentato gratuitamente, nel 2014, i corsi di formazione in materia di sicurezza e materia igienico sanitaria, garantendo in tal modo uno sgravio enorme e fondamentale ai loro datori di lavoro. A questi vanno poi aggiunti vari contributi erogati anche per formazione in materie diverse, ma sempre inerenti l’aggiornamento e ben 304 pratiche di contributi concessi alle aziende per patentini ADR, malattie degli apprendisti ed accertamenti sanitari, per CIG in deroga e contributo per assunzioni di licenziati beneficiari di aspi o altri ammortizzatori. Quanto ai lavoratori, in un anno l’Ente ha finanziato ben 796 pratiche per erogare sussidi di vario genere: contributi per asilo nido, lunghe malattie, protesi e spese per figli disabili.

I lavoratori dipendenti delle aziende del terziario “a casa per crisi”, sono stati sostenuti con un sostegno al reddito, uno strumento specifico erogato dall’Ente che nel 2014 ha visto la conclusione di ben 321 pratiche per un investimento complessivo di oltre 117 mila euro, con conseguente vantaggio del portafoglio dei lavoratori nel momento della perdita dell’occupazione.

“Per il futuro”- ha assicurato Mario Piovesan- “le sfide da affrontare sono diverse, e sarà necessario spostare sempre più le attività verso “politiche attive”, così come abbiamo cercato di fare fino ad ora, con l’obiettivo di liberare risorse economiche nelle aziende, di generare nuovi processi di inserimento e di formazione dei lavoratori ed in particolare dei giovani, di integrare con intelligenza i sussidi pubblici, favorendo la crescita e la nascita di nuove competenze e nuove figure professionali.”.

“L’impegno dell’Ente non manca” – ha concluso la vicepresidente Nadia Carniato– “e le prossime frontiere si apriranno soprattutto sul fronte della qualità, della professionalità e della formazione. L’obiettivo è quello di supportare lo sviluppo attivamente senza assistere, di favorire il cambiamento intercettando le nuove tendenze del mercato.”