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ECCESSO DI GRANDE DISTRIBUZIONE: A ODERZO UNA CONCENTRAZIONE CHE NON SERVE AL MERCATO

L’Ascom-Confcommercio opitergina analizza il mercato e contrasta le due nuove aperture
Mentre i consumatori dichiarano (dati Confcommercio 2013) di aver ridotto del 41% i propri consumi abituali, di aver cambiato (per il 56%) le proprie abitudini nell’utilizzo del carrello della spesa, di avere sempre meno risorse economiche e maggiori preoccupazioni per il futuro, di fronte ad un mercato che langue e ad un territorio che chiede a gran voce lo stop al “consumo di suolo” (in questo stesso giornale) ed alle cementificazione, nel territorio di Oderzo sono sorti due nuovi supermercati, due spazi dedicati alla grande distribuzione e rubati al verde ed alla natura.
Per il presidente dell’Ascom-Confcommercio opitergina Rino Rinaldin (in foto)- “le aperture dei due nuovi supermercati non possono che destabilizzare l’imprenditoria esistente, già stremata da 8 anni di crisi e di cali di consumi, creare disagi nella viabilità, e conseguenze negative per l’andamento del commercio nel centro storico, penalizzato dalle grandi strutture di vendita periferiche che presentano maggiore facilità di accesso”. “Come Confcommercio”- prosegue Rinaldin- “contrastiamo in tutte le sedi il proliferare indiscriminato della Grande Distribuzione, che non risponde alle esigenze di un mercato in stagnazione, e che, nell’Opitergino in particolare, ma in generale nelle nostra provincia, conta già una densità elevatissima, oltre 640 mq per mille abitanti, una media che compete con i livelli altissimi di Francia e Germania.”
Secondo la Confcoderzoommercio Opitergina le due nuove aperture non rispondono ad una effettiva domanda di mercato locale, ma contribuiscono semplicemente ad appiattire l’offerta merceologica del territorio e a ridurre in generale l’occupazione: per ogni “iper” che apre, chiudono tanti piccoli e medi negozi, con i loro addetti, che rappresentano invece il tessuto vitale dei nostri quartieri, dei piccoli paesi e delle nostre frazioni. Con una popolazione che invecchia progressivamente, ci stiamo trovando ad affrontare delle esigenze di spesa alle quali, di certo, la Grande Distribuzione non può rispondere.

“Rischiamo di perdere”- conclude Rinaldin- “la funzione sociale ed economica dei negozi di vicinato, evidentemente ci sono ancora troppi Amministratori locali, che, invocando una presunta “modernità”, agevolano l’affermarsi dei grandi gruppi penalizzando in tal modo il proprio patrimonio di imprese e dimostrando una miopia politica che non condurrà di certo il commercio opitergino verso la ripresa”.