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IL LAVORO CHE C’ERA E QUELLO CHE VERRA': LA VERA SFIDA DELLA MOSTRA “VUOTI A PERDERE”

lavoro

Intervento del presidente Renato Salvadori
Vuoti a perdere”: è questo il titolo della mostra fotografica organizzata dalla CGIL che si chiude domani (domenica 21 settembre) e che, in questa settimana, grazie anche al convegno di sabato scorso, ha posto l’attenzione su un tema fondamentale per il futuro del nostro territorio: quello della riqualificazione e dei vuoti lasciati da un’economia manifatturiera che non c’è più.
La suggestione delle arcate della Pagnossin di Quinto, lo scheletro della cartiera Ecoboard, per citare alcuni degli “scatti” più significativi, uniti all’imponenza del censimento: 1077 aree produttive ed industriali, per un totale di 26 poli ed una stima di almeno 20 milioni di mq destinati ad uso produttivo totalmente inutilizzati ci impongono di chiederci quale modello economico e sociale potrà realmente sostenere l’idea emergente del recupero, da tutti condivisa a parole, ma non ancora messa in pratica. Ricordata peraltro in un famoso documento firmato da tutte le sigle economiche davanti al presidente della Provincia a gennaio del 2012. “Sostenibilità”, “bonifica”, “riuso”, non possono essere solo slogan o desideri, ma devono diventare le nuove linee guida di un progetto nuovo che potrà restituire concretezza ed ossigeno al nostro territorio, oggi in cerca di identità e di una diversa connotazione.
Se la crisi ha rimodellato la fisionomia della locomotiva del Nordest che ci ha reso, nei decenni scorsi, “grandi” tra i “piccoli”, distinguendoci per creatività, qualità ed efficienza, occorre ora capire se dalle ceneri di questa passata grandezza, fatta di tanti onerevoli primati, potrà rinascere un modello diverso, ma altrettanto significativo ed in grado di caratterizzare la nostra provincia per innovazione e competitività.
La terziarizzazione dell’economia, come dimostrano i numeri, si è già avviata, ed il mondo del lavoro se da una parte vede una stagnazione dell’occupazione dipendente, dall’altra registra un aumento delle partite Iva (su base nazionale crescono al ritmo di 40-50 mila al mese): un giovane su quattro cerca di dar vita ad una propria start up piuttosto che mettersi in fila al centro per l’impiego.
Le ristrutturazioni aziendali legate alla crisi hanno già prodotto come conseguenza l’esternalizzazione di molti servizi, le filiere si sono allungate, le professioni si sono assottigliate e frammentate in infinite specializzazioni, ed in molti casi cercano di raggrupparsi e di lavorare con la logica di rete.
Questo è il lavoro che verrà: mancano- ad esempio- spazi e culture adeguate per sostenere il co-working, una formula “smart” che sta prendendo piede in Europa ed in alcune grandi città e che nel trevigiano ancora stenta a decollare, ma che potrebbe arricchire di contenuti e significati i tanti servizi innovativi e le nuove professioni che si stanno affacciando nel panorama, grazie alle elevate competenze ed alla tenacia di chi crede ancora nelle proprie capacità e nel fare impresa.
A questo terziario, che dimostra di voler crescere e che in provincia conta oltre 38 mila imprenditori, ed al variegato mondo delle professioni e dei free-lance, occorre dare riconoscimento e senso di futuro, ma anche spazi adeguati per crescere e connotarsi.
Questa è la vera sfida dei vuoti a perdere: andare oltre gli steccati burocratici, sfruttare le partnership e riuscire ad accedere ai fondi europei per procedere e riqualificazioni concrete che diventino spazi a disposizione per la nuova economia, quella che si sta facendo largo tra le insidie di questa crisi e che potrebbe invece diventare una risorsa collettiva.

A supporto:

Fonte: elaborazione EconLab, Centro Studi sul terziario trevigiano
IMPRENDITORI NEL SETTORE DEI SERVIZI

IV 2013 II 2014 Var. Ass. Var. %
Comune di Treviso 6.944 6.948 4 0,1%
Provincia di treviso 38.146 38.228 82 0,2%

-> nel primo semestre del 2014 gli imprenditori dei “Servizi” sono cresciuti del +0,1% nel comune di Treviso e del +0,2% nell’intera provincia.
PROIEZIONE ESTRATTE DAL GENERAL REPORT
La “proiezione tendenziale” (non congiunturale) degli imprenditori dei “Servizi” della provincia di Treviso indica una crescita dal 2013 al 2105 del +0,4% (nello specifico dal 2013 a fine 2014 del +0,2%, dal 2014 al 2015 del +0,2%).