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IL LAVORO E LA FESTA DEL PRIMO MAGGIO: ECCO COSA NE PENSIAMO

Il lavoro? Flessibile e sicuro, equilibrato, moderno ed equamente suddiviso

La Festa del Lavoro ci regala lo spazio per riflettere sul lavoro e sulla sua dignità. E questo vale, in un territorio in cui due terzi delle imprese occupano fino a 3 dipendenti, sia per il lavoro dipendente che per quello imprenditoriale
“ Perciò, dice il presidente di Confcommercio Renato Salvadori– “ la riflessione non può che partire dalla Politica chiamata a modificare le regole ancora troppo ingessato di sistema occupazionale appesantito da burocrazia ed eccessivo costo del lavoro. Mix insostenibile in un Paese che deve competere in un mondo che cambia velocemente, con una popolazione che invecchia progressivamente e giovani che scappano all’estero. Poiché occorre che ciascuno faccia la propria parte Confcommercio Treviso si è sempre assunta le proprie responsabilità , spesso anticipando i tempi, con una contrattazione territoriale attenta e coraggiosa che ha fatto scuola in Italia. Da ciò flessibilizzazione del part-time; orario medio per commercio e turismo; ampliamento delle assunzioni a tempo determinato; regolamentazione dei picchi di stagionalità etc etc ”.
“Adesso occorre andare oltre. Ad esempio sul fronte delle aperture domenicali”- afferma Salvadori- “in un territorio con un’economia a crescente tendenza turistica, ricco di centri storici attrattivi e costellato di centri commerciali periferici, due sono le vie da percorrere: la prima sta nella turnazione e nella adeguata calendarizzazione delle aperture delle strutture di vendita, perché deve prevalere “ perché solo nel ricostituito equilibrio fra le diverse anime del terziario può radicarsi quel senso di comunità e che solo i negozi di quartiere e la rete di vendita sottocasa possono garantire. La seconda sta nella “flessibilità operativa : sana, sicura, attenta alle esigenze della componente femminile prevalentemente occupata in molte delle strutture terziarie costruita come un vestito su misura sulla base della risposta alla domanda, come in tutte le economie moderne. Perché, l’impegno di ogni imprenditore è prima di tutto quello di creare il lavoro, cogliendo ogni più piccola opportunità non perdendo mai di vista il fatto che, in un economia dal funzionamento intermittente, anche le opportunità occupazionali si sviluppano a singhiozzo.”.
“Perciò solo in un mercato che sa regolamentare la flessibilità, razionalizzare la formazione collegandola alle reali esigenze delle imprese, conciliare diritti e doveri dei lavoratori, in un’ottica di tutela, ma anche di scambio, condivisione e reciprocità, può evolversi una società sana, che non fa scappare le professionalità all’estero e che sa far crescere e sostenere le proprie imprese, con i loro valori, anche quelle più piccole, senza considerarle, nel momento di picco di lavoro, delle anomalie”. Attenzione quindi, nella complessa realtà del lavoro attuale, alle parole utilizzate. Se occorre concentrarsi sui delicati equilibri del terziario all’interno dei centri storici ed urbani, similmente occorre considerare che il lavoro festivo è un passaggio obbligato per incrociare il bisogno del consumatore condizionato dai propri tempi di lavoro e vita, ma anche una necessità- in mancanza della quale- difficilmente tornano i conti a fine mese. E nelle valutazioni, qualunque esse siano, prima di assumere posizioni di puro principio, ricordarsi di guardare al futuro già presente :il commercio elettronico che non ha orario né calendario.”
Come ”sistema Confcommercio” per le responsabilità che ci competono- anche per il tramite di EbiCom”- stiamo garantendo strumenti di flessibilità “post voucher” anche in vista dell’adunata degli alpini e di tutti i grandi eventi, percorsi innovativi di integrazione scuola/ lavoro con cinque importanti istituti superiori, formazione professionale a 360 gradi, sussidi di welfare e riqualificazioni professionali ai lavoratori penalizzati dalla crisi, senza contare l’aspetto della sicurezza sul lavoro”.
“Di strada da fare ce n’è ancora parecchia”- conclude Salvadori- “perché siamo, come dopo una sbornia, ancora sotto l’effetto dei postumi di eccessive liberalizzazioni, in cui tutti hanno cercato una riposizionamento selvaggio sul mercato. Oggi questo modello non regge più. E prima di fare gli errori delle banche, che sono passate dalla moltiplicazione degli sportelli al licenziamento selvaggio, il terziario – dotato di una propria capacità di visione e dialogo- anche grazie al campo neutro della bilateralità, è chiamato a fare un percorso innovativo basato su “relazioni sindacali” capaci di cogliere i problemi trasformandoli in soluzioni prima che si trasformino in disgrazie da gestire.