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IL TURISMO IN PILLOLE: ALCUNI DATI

L’Osservatorio Nazionale del Turismo (ONT) ha pubblicato lo scorso maggio la prima edizione per l’anno 2018 de “Il Turismo in Cifre”, un breve report che fornisce una panoramica generale sull’andamento del turismo in Italia e nel mondo, basata sulla sintesi e rielaborazione di dati provenienti dalle principali fonti quali UNWTO, Banca d’Italia, Eurostat e ISTAT.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), nel 2017 gli arrivi internazionali, attestatesi intorno agli 1,32 miliardi di turisti, sono cresciuti del 6,8% rispetto all’anno precedente. In Italia sono stati 58,7 milioni i viaggiatori stranieri, in aumento dell’11,8% rispetto al 2016: si tratta del più alto tasso di incremento fra i primi cinque Paesi.

La bilancia turistica dei pagamenti di Banca d’Italia ha riportato un saldo netto positivo di 14.598 milioni di euro nel 2017 (+5,7% sul 2016). I viaggiatori stranieri in Italia hanno speso 39.155 milioni di euro (+7,7% rispetto al 2016) mentre la spesa turistica degli italiani all’estero è stata di 24.557 milioni di euro (+8,9% sul 2016). La Germania con 6,6 miliardi di euro, si conferma il nostro principale bacino di origine per spesa, con un incremento percentuale sul 2016 a doppia cifra (+14,7%), seguono USA (4,5 miliardi di euro), Francia (3,9 miliardi di euro), Regno Unito (3 miliardi di euro) e Svizzera (6,1 miliardi di euro), tutti in aumento rispetto al 2016 ad esclusione degli USA che perdono l’1,7%.

In particolare, le prime cinque regioni italiane maggiormente interessate dalla spesa degli stranieri sono state: Lazio con 6.730 milioni di euro (+17,3% sul 2016), Lombardia 6.551 milioni di euro (in linea con il 2016), Veneto 5.762 milioni di euro (+5,7%), Toscana 4.453 milioni di euro (-0,9%) e Campania 2.107 milioni di euro (+14,9%). Insieme coprono il 65,7% della spesa totale degli stranieri in Italia.

In termini di pernottamenti, secondo i dati Eurostat, l’Italia è medaglia di bronzo per presenze di residenti dietro a Spagna e Francia e prima della Germania. Nel 2017, il Belpaese, con 427 milioni di notti, è cresciuto del 6% rispetto al 2016, la Spagna del +3,7%, la Francia del +7,0%. Considerando solo le presenze degli stranieri, l’Italia con 212 milioni di notti, in crescita del 6,3% rispetto al 2016, è al secondo posto nella classifica area Schengen dopo la Spagna che comunque rileva una percentuale di incremento minore (+4%).

Secondo i dati ISTAT gli arrivi totali in Italia nel 2017, pari a 122,2 milioni, risultano cresciuti del 4,5% rispetto ai risultati del 2016. Si segnala, in questo caso, il maggiore incremento riportato dai flussi stranieri che crescono del 5,2%, mentre il dato riportato dagli italiani aumenta ma a ritmi inferiori (+3,8%). Per quanto riguarda le presenze, i 427,1 milioni di pernottamenti totali del 2017, confermati da Eurostat vedono una maggiore incidenza della componente italiana su quella straniera, seppure lieve (50,3% la prima, 49,7% la seconda).

Quanto all’offerta ricettiva italiana, questa può contare su 178,4 mila esercizi ricettivi di cui il 18,6% è rappresentato dagli esercizi alberghieri, con gli hotel di media categoria in prima posizione (15.355 esercizi) e il restante 81,4% dagli esercizi complementari (145.283 esercizi) di cui oltre la metà è rappresentato dagli alloggi in affitto (81 mila circa). Se si considerano i posti letto, il gap fra strutture alberghiere ed extra-alberghiere si riduce fortemente: gli hotel contano 2,2 milioni di posti letto (45,5% del totale), mentre i complementari 2,7 milioni di posti letto, con la quota parte maggiore rappresentata dai campeggi e villaggi turistici (50,4% del totale complementari).