Your message has been sent, you will be contacted soon

Call Me Now!

Chiudi
Home » ATTIVITA' » IMPIANTI DI CARBURANTE: PARTE DA TREVISO LA RIVOLUZIONE DEGLI ORARI

IMPIANTI DI CARBURANTE: PARTE DA TREVISO LA RIVOLUZIONE DEGLI ORARI

L’accoglimento della segnalazione di Treviso ora “fa giurisprudenza” per tutti. I gestori in prima linea per tutelare il proprio ruolo nei confronti delle Compagnie petrolifere.

I distributori stradali di carburante possono restare aperti 24 ore su 24, senza orari obbligatori di apertura e di chiusura, “in barba” alle normative comunali e regionali che, limitando la libera iniziativa degli operatori, devono ora adeguarsi a queste nuove indicazioni.

Questo risultato, che vale per l’intero territorio nazionale, espresso in una “sentenza” di pochi giorni fa dell’Antitrust, è frutto della segnalazione effettuata dal Gruppo GISC di Treviso, che ha accolto la volontà dei gestori di eliminare i vincoli in materia di orari e turni di apertura degli impianti, contenuti nella Delibera della Giunta Regionale del Veneto, n. 977/2005.

Numerose normative regionali e comunali, a cominciare dal Veneto, hanno infatti adottato negli anni un modello di regolamentazione volto a limitare la libera iniziativa degli operatori nella determinazione degli orari di apertura e/o di chiusura degli impianti di distribuzione carburanti, attraverso la previsione di orari massimi e orari minimi (è concessa un’apertura giornaliera massima di 15 ore), sia diurni che notturni e festivi, oltre che di obblighi di turnazione.

“Un obbligo”- sottolinea Moreno Parin, presidente del Gruppo GISC-CONFCOMMERCIO- “quello del turno festivo, anacronistico ed antieconomico che crea discriminazione tra operatori stessi ed all’interno del mercato, che vede sia numerosi self service, sia impianti con la presenza del gestore. Negli ultimi 30 anni la rete di distribuzione si è molto evoluta e la decisione dell’Antitrust dimostra di averlo ben compreso, eliminando tutte le imposizioni di orario e favorendo la libertà di scelta delle gestioni, che devono essere completamente libere di adottare l’orario più compatibile con le esigenze proprie e della clientela.” “Tra l’altro”- prosegue Parin- “la possibilità di autoregolarsi negli orari, soprattutto serali, diventa, alla luce dell’escalation della criminalità che colpisce sempre più spesso i nostri impianti, una possibilità di difesa concreta a nostra disposizione.

Il provvedimento dell’Antitrust, che è volto dunque a rimuovere le norme che “impediscono, limitano o condizionano l’offerta di prodotti e servizi al consumatore, nel tempo, nello spazio o nelle modalità, ovvero alterano le condizioni di piena concorrenza fra gli operatori economici” è dunque un grande risultato per i gestori, vessati non solo dalla questione degli orari e dei turni, ma anche dalle Compagnie petrolifere, ENI (Compagnia di stato) in primis, che limita la capacità competitiva dei singoli gestori, obbligandoli alla fornitura di carburante in esclusiva ed imponendo nel mercato impianti in aperta concorrenza a gestione diretta dell’ENI. Con differenze di prezzo tra rifornimento in self service e servito che sfiorano lo “schiavismo moderno”- afferma Parin. “Le differenze di prezzo tra self service e servito, se superano i 3 centesimi, vanno direttamente nelle tasche delle Compagnie, non di certo del gestore, che viene sfruttato senza che nemmeno l’automobilista se ne accorga”.

La strada verso la liberalizzazione è dunque ufficialmente aperta: la decisione dell’Antitrust di marzo ora “fa giurisprudenza” per tutti, la palla ora passa a Regioni ed Enti locali.