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IMPRESE E LAVORATORI UNITI NEL SEGNO DELLA BILATERALITA’

Imprese e lavoratori uniti nel segno della bilateralità. Potrebbe essere questo lo slogan di EbiCom, l’Ente Bilaterale del Terziario che il 9 maggio, al Palazzo del terziario, ha organizzato la propria assemblea annuale per l’approvazione del bilancio e la sintesi delle attività associative.
Conti a posto, numeri di associati in crescita, imprese e lavoratori aiutati o sostenuti nel reddito e nella vita famigliare, oltre che nella gestione della salute e delle malattie. In tempi di crisi e di precarietà, c’è da non crederci, ma il buon funzionamento della bilateralità trevigiana sta a dimostrare che questo tipo di welfare è uno strumento importante che consente al terziario di guardare al futuro con fiducia ed ottimismo. “L’anno sociale di EbiCom”- assicura il presidente Mario Piovesan- “si è chiuso con dati significativi che dimostrano l’impegno cospicuo portato avanti dall’Ente a tutela e vantaggio sia dei lavoratori che delle imprese”.
“In sintesi”- conferma il vicepresidente Luigino Tasinato- “siamo di fronte non solo a dei risultati confortanti che ci sottolineano la validità della bilateralità, ma anche ad una situazione che ha saputo cogliere le esigenze del mercato del lavoro con un’ottica aperta e flessibile, che sa aiutare le aziende laddove sussistano appesantimenti normativi, ma anche le famiglie ed i lavoratori intesi come soggetti centrali dell’economia dei consumi”.
Ecco, in sintesi, i numeri che fotografano il panorama del welfare nel terziario della provincia di Treviso a fine 2013.
5.312 aziende iscritte ad EbiCom (di cui 3578 nel terziario e 1734 nel turismo). Sul fronte, diciamo “contrattuale lavorativo”: molti “pareri” rilasciati per avviare i contratti di lavoro: 637 per gli apprendisti e 813 per il contratto intermittente, ben 445 pratiche di conciliazione e controversie risolte (con notevole risparmio di soldi ed eliminazione dei “tempi della giustizia”), 196 pareri per contratti a tempo determinato e somministrazione (assunti cioè tramite le agenzie per il lavoro). Sul fronte dello “snellimento” degli adempimenti obbligatori per le aziende (con notevoli risparmi): oltre 60 aziende hanno fatto ricorso all’Organismo paritetico RLST per il documento di valutazione rischio, mentre sul fronte della formazione il panorama dei corsi è elevatissimo: 6.198 addetti hanno frequentato gratuitamente, nel 2013, i corsi di formazione in materia di sicurezza ed igienico sanitaria, garantendo in tal modo uno sgravio enorme e fondamentale ai loro datori di lavoro. A questi vanno poi aggiunti vari contributi erogati anche per formazione in materie diverse, ma sempre inerenti l’aggiornamento nel terziario e circa 220 pratiche di contributi concessi alle aziende per patentini ADR, malattie degli apprendisti ed accertamenti sanitari, per CIG in deroga e per contratti di inserimento.
I lavoratori dipendenti delle aziende del terziario “a casa per crisi”, sono stati sostenuti con un sostegno al reddito, uno strumento specifico erogato dall’Ente che nel 2013 ha visto la conclusione di ben 219 pratiche con conseguente vantaggio del portafoglio dei lavoratori nel momento della perdita dell’occupazione.
Molti anche i sussidi erogati a favore dei dipendenti: quasi 800 divisi tra: rimborsi per protesi, figli disabili, contributi per il nido, per il superamento del comporto (ovvero malattie lunghe) e per il contratto di inserimento.
“Per il futuro”- ha assicurato Mario Piovesan- “le sfide da affrontare sono diverse, e sarà necessario spostare sempre più le attività verso “politiche attive”, così come abbiamo cercato di fare fino ad ora, con l’obiettivo di liberare risorse economiche nelle aziende, di generare nuovi processi di inserimento e di formazione dei lavoratori ed in particolare dei giovani, di integrare con intelligenza i sussidi pubblici, favorendo la crescita e la nascita di nuove competenze e figure professionali. Sono queste le uniche armi a disposizione del terziario per imboccare la strada della crescita.
“L’impegno dell’Ente non manca” – ha concluso il vicepresidente Tasinato- “e le prossime frontiere si apriranno soprattutto sul turismo, settore che chiede sviluppo, ma anche formazione specifica e nuove sinergie”.