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IVA ED ENTI PUBBLICI: COSA CAMBIA CON LA LEGGE DI STABILITA’

La legge di stabilità 2015 (comma 629 lettera b) ha disposto speciali modalità di versamento dell’Iva per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli enti pubblici per i quali i suddetti cessionari o committenti non sono debitori d’imposta (split payment). Le nuove modalità si applicano alle operazioni fatturate a partire dal 1° gennaio 2015, per le quali l’esigibilità dell’imposta si verifichi successivamente alla stessa data.  A decorrere da tale data, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi eseguite nei confronti di enti pubblici l’Iva viene versata dai medesimi soggetti pubblici. Pertanto i fornitori di beni e servizi alla PA riceveranno l’importo del corrispettivo al netto dell’Iva, che verrà versata dalla PA direttamente all’erario. Le disposizioni sullo split payment non si applicano ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito.  La legge di stabilità (comma 629 lettera c) prevede inoltre che i soggetti che effettuano prevalentemente operazioni con la PA, e che si potranno trovare in frequente eccedenza di credito Iva a causa del mancato introito dell’imposta sulle operazioni attive, potranno richiedere il rimborso dell’eccedenza detraibile, se di importo superiore a 2.585,28 euro. Nei casi sopra previsti, le fatture senza applicazione dell’Iva dovranno riportare l’indicazione che si tratta di operazione è soggetta a inversione contabile ai sensi dell’art. 17-ter DPR n. 633 del 1972. A sua volta il destinatario (ente pubblico) provvederà ad integrare la fattura ricevuta con l’indicazione dell’imposta e della relativa aliquota.