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JOBS ACT, VOUCHER E REFERENDUM ABROGATIVI: IL GIUDIZIO DEL TERZIARIO

Il 14 febbraio a Mestre, Rumater (Centro Studi del Terziario del Nord est), ha presentato l’esito di due indagini demoscopiche condotte sui cittadini e sulle imprese del terziario

Promossi i voucher come strumenti fondamentali del lavoro accessorio, rimandato a settembre il Jobs Act perché troppo complesso e quindi solo parzialmente attuato, bocciati da cittadini ed imprese i referendum abrogativi perché costano troppo e non devono sopperire alle carenze della Politica.
Sono questi alcuni dei risultati presentati oggi da Rumater, il Centro Studi per il Terziario del Nordest, nato da una rete di imprese costituita dalle Ascom Confcommercio di Treviso, Venezia, Pordenone, pronta ad estendersi, a brevissimo termine, anche alle provincie di Udine e Trento, per indagare temi e sentiment di imprese e cittadini, così da porsi, di fronte alla Politica ed al mondo sindacale, con opinioni verificate e numeri alla mano.
L’indagine è stata illustrata da Edi Sommariva, direttore del Centro Studi, e commentata da Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto, Alberto Marchiori presidente di Pordenone, e Renato Salvadori, presidente di Treviso.
Demonizzati come strumento di precariato- secondo i dati di Rumater – i voucher confermano a pieno il carattere “accessorio” per cui sono nati, ed oltre il 55% delle imprese, anche nel 2017, prevede di utilizzarli pur con un leggero calo rispetto al 2016, ma, a conti fatti, non superano, in media, i 500 euro anno per lavoratore e per molte imprese, soprattutto del turismo, rappresentano il principale strumento di flessibilità.
“Ciò non toglie”- hanno affermato i vertici di Confcommercio- “che possano e debbano essere migliorati, oltre che controllati in caso di abuso. A cominciare con l’eliminazione dalla Pubblica Amministrazione.”
Nessun dubbio sul referendum che riguarda la responsabilità solidale negli appalti, in merito al quale emerge una “sostanziale coesione sociale” perché le opinioni di cittadini ed imprenditori si avvicinano molto ed emerge una maggioranza abbastanza netta (39,2%) convinta che sia utile ripristinare la responsabilità solidale tra appaltante ed appaltatore, ritenendo in tal modo più facile tutelare i diritti della parte più debole della catena del lavoro, cioè il lavoratore.
Nessuna sorpresa e molte conferme dunque. Le indagini di Rumater condotte per Confcommercio dimostrano che sul fronte del lavoro c’è ancora molto da fare, perché per farlo ripartire occorre “ridurre il cuneo fiscale”, innovare ma semplificare al tempo stesso (lo richiedono anche i cittadini), migliorare laddove è possibile ed aumentare la flessibilità, soprattutto per il turismo e per i picchi di lavoro. Rispediti al mittente i referendum CGIL e chiaro l’appello rivolto alla Politica: faccia bene il proprio mestiere.
Consulta la sintesi e la presentazione.
PRESENTAZIONE
sintesi stampacomunicato stampa – rumater
Guarda il servizio video e le interviste:
Tv7 Triveneta 20:30 – martedì 14 febbraio
2017
I cittadini promuovono i voucher
Int. A. Marchiori, R. Salvadori, M. Zanon. 00:01:54