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LUDOPATIE E SLOT MOB: ECCO LA POSIZIONE DI FIPE CONFCOMMERCIO

Lo slot mob di sabato 7 maggio, così come i tanti episodi di protesta che accadono ogni giorno a Treviso e nei comuni limitrofi per l’apertura delle sale slot, mettono in evidenza quanto importante sia il fenomeno delle dipendenze e delle ludopatie. Sotto i riflettori la figura dell’esercente che, in taluni casi, oltre alla somministrazione, gestisce la sala slot.
Fipe-Confcommercio, il sindacato che associa oltre 2000 imprese in Provincia, è da sempre in prima linea sul fronte del controllo e della prevenzione delle dipendenze
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“Tre”- secondo la presidente Dania Sartorato– “sono gli elementi intorno ai quali ragionale: il primo: ben venga il tavolo di lavoro per il contrasto delle ludopatie promosso dalla Prefettura di Treviso, è un’iniziativa senz’altro condivisibile alla quale diamo massima disponibilità. L’ auspicio è che, mettendo attorno ad un tavolo tutti i soggetti coinvolti dal fenomeno, si possano individuare azioni concrete, sia in fase di prevenzione che di riduzione del rischio di dipendenza dal gioco patologico”. “Siamo disponibili”- conferma Dania Sartorato- “anche ad inserire nei percorsi informativi e formativi già attivati per gli esercenti, materiale informativo sulla problematica della ludopatia. Il secondo: non possiamo non porre alla comunità una riflessione sul “conflitto di interessi”, nell’atteggiamento di uno Stato che, da un lato criminalizza il gioco attivandosi per trovare soluzioni al fenomeno della ludopatia, mentre dall’altro ne fa una voce importante del proprio bilancio. Con questa premessa, come si può chiedere all’esercente di porre dei limiti al gioco da una base di partenza palesemente contraddittoria?
Terzo: manterremo e potenzieremo l’impegno di Fipe in iniziative di contrasto a fenomeni di dipendenza. Basta ricordare le tante azioni di sensibilizzazione attuate per contrastare l’abuso di alcol anche tra i giovanissimi. Fipe è stata la prima associazione in Italia a coinvolgere istituzioni e famiglie su tale emergenza sociale attraverso una campagna informativa, in collaborazione con l’Unità Sanitaria Locale, per contrastare la somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni, un progetto che ha dato ottimi risultati e che è proseguito per anni.”