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MONTEBELLUNA: MESSAGGI DI SPERANZA AL CONVEGNO DEGLI ALIMENTARISTI

E’ stata un’assemblea diversa da quelle tradizionali, quella organizzata oggi (domenica 16) a Montebelluna (TV), dal gruppo di alimentaristi di AMA-CRAI, con la collaborazione di Ascom-Confcommercio, che ha chiamato a raccolta centinaia di commercianti per l’appuntamento annuale.

Niente politici, sociologi, economisti, ma solo “storie” e “testimonianze” di chi, pur stretto da difficoltà e problemi enormi, non si è fatto abbattere ed ha continuato con tenacia il proprio progetto di vita e di lavoro, dimostrando una qualità- quella della “resilienza”-  un termine mutuato dalla fisica (capacità di resistere agli urti), poi prestato alla pedagogia e psicologia (bambini e adolescenti che crescono nonostante drammi famigliari importanti) ed ora approdato all’economia, perché si addice a quelle imprese che “non si lasciano travolgere dal mercato, ma riescono a ripartire con nuove idee e coraggio.”

“Il piccolo e medio commercio alimentare”- ha affermato il presidente di AMA-CRAI Elio Bavaresco in apertura, deve “rialzarsi e non perdere di vista la propria missione, riattivando quella capacità che gli è propria di prestare attenzioni al cliente e di anticipare le tendenze…”. “Ma deve anche” – ha ribadito Valentina Cremona, dirigente di Ascom-Confcommercio, “sfruttare il contesto associativo per tirare fuori il coraggio necessario per avviare nuove strategie. Così come capita ai soggetti resilienti, anche le imprese in crisi possono trovare nell’unitarietà del gruppo e nell’associazionismo quella spinta per andare avanti…”.

Forti, suggestive e chiare le testimonianze presentate agli imprenditori: quella di Andrea Lucchetta, campione mondiale della pallavolo, trevigiano di origine, già capitano della squadra nazionale, che ha spiegato come si possa vincere solo interpretando a fondo lo “spirito di squadra, lavorando continuamente sulle proprie motivazioni, tirando fuori da se stessi forza, lealtà, equilibrio, sacrificio, tenacia, coraggio, alla quale si aggiunge l’umiltà dell’allenatore, 7 doti indispensabili in una squadra vincente ed oggi anche in un’impresa, che deve ragionare nel mercato come si fa in campo…”.

E se per Lucchetta le doti indispensabili sono almeno 6, cui si aggiunge la settima dell’allenatore (umiltà), per BEBE VIO , la diciassettenne campionessa paraolimpica di scherma , le “esse” indispensabili per vincere sono almeno tre: scuola-scout-scherma, tre carte vincenti grazie alle quali ha trovato, dopo la malattia che l’ha colpita improvvisamente nel 2008 portandola in poco tempo all’amputazione di gambe e braccia, la forza di tornare a fare di più e meglio ancora quello che faceva prima. Con una spinta motivazionale altissima, un sostegno ammirevole della famiglia, degli amici e della scuola, Bebe (Beatrice) ora affronta non solo la vita e la scuola con successo, ma riesce a dare speranza e possibilità di realizzazione a tanti altri giovani atleti disabili grazie all’Associazione ART4SPORT (www.art4sport.org), Onlus che ha fondato perché “è indispensabile rialzarsi partendo dalla condivisione…” e che a giugno 2015 organizzerà un grande evento all’Expo 2015.

Dal mondo dello sport al mondo dell’impresa, il passo tutto sommato non è poi così grande, se è vero, come ha confermato la storia personale ed imprenditoriale di Giangiacomo Ibba, presidente nazionale di CRAI, che il successo deriva proprio dalla capacità di rimettersi in gioco in ogni momento, riuscendo a tirar fuori quella parte di sé che non si conosceva a fondo.