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NASCE IL MARCHIO STILE ITALIANO: UNA MAPPA PER MANGIARE SANO

AL VIA LA TASK FORCE PER LA FOOD POLICY
Per favorire la crescita delle imprese ed aumentare la qualità della vita dei consumatori

“Stile Italiano” non è un marchio di qualità, o un semplice fiore all’occhiello, come recita l’immagine che lo rappresenta, da esporre in vetrina o all’esterno del locale. “Stile Italiano”- ha affermato Renato Salvadori– presidente di Confcommercio- “è il nuovo paradigma che rende la centralità del cibo una imperdibile occasione di crescita delle imprese del food ed una formidabile opportunità di salute e di prevenzione per i consumatori, col vantaggio di ridurre rischi, costi e burocrazie inutili.”
“Questo progetto”- ha confermato Francesco Benazzi direttore generale ULSS 2- nel rafforzare il rapporto con l’Associazione di categoria, ci aiuta ad applicare il percorso previsto dall’Autorità europea per la sicurezza, è al momento sperimentale, ha una durata di 36 mesi e ci auguriamo che possa essere reiterato. Insieme, vogliamo proporre un modello educativo e non di tipo sanzionatorio.”
Risultato di una proficua e progressiva collaborazione instaurata tra Confcommercio ed Azienda sanitaria ex Ulss 9, ore Ulss 2 Marca Trevigiana, “Stile Italiano” integra e supera i precedenti progetti agroalimentari improntati alla promozione e prevenzione della salute, ancora in corso e ben chiari nell’immaginario dei trevigiani ed esposti nei negozi e nei locali della Marca coi titoli: “Mangiar sano in pausa pranzo”, “Mogliano mangia bene”, “Green Tour”, “Acquistare informati”, “Mangiar sano in pizzeria”, “Merenda sana”, “Bere consapevole (cocktail analcolici e salutari)”, “Pane mezzo sale” che hanno caratterizzato questo decennio che, nella nuova sostenibilità, cerca occasioni di cambio di passo e di crescita imprenditoriale.
Stile Italiano è, in sostanza, una food policy efficace che può dare un rilevante contributo a migliorare la vita e la salute delle persone, offrendo al contempo nuove opportunità di lavoro e di formazione.
E non poteva che nascere nella Marca trevigiana, universalmente nota come terra di buon cibo e buon gusto, con un’Azienda sanitaria all’avanguardia assoluta nei progetti di prevenzione, perché mette insieme ed a “sistema” tutte le “best practice del food fino ad ora collaudate”, stabilisce nuovi metodi di lavoro e definisce processi formativi per: garantire efficacia alla sicurezza alimentare nei negozi di alimentari e nei pubblici esercizi – elevandone la qualità dei servizi offerti – avviare percorsi virtuosi che consentano la riduzione del rischio igienico sanitario, con due obiettivi fondamentali che mirano al successo. Il primo: rassicurare i consumatori ed attrarre nuove fasce di pubblico anche da altri territori (turismo), ed il secondo: contribuire concretamente alla prevenzione di tante diffuse patologie con vantaggi evidenti per i costi sanitari e la società tutta. Senza contare il vantaggio burocratico che potranno acquisire le imprese (anche micro) aderenti che, dimostrando di saper ridurre in maniera virtuosa e consapevole il rischio igienico sanitario, si autogarantiranno una posizione limpida e trasparente rispetto ai controlli istituzionali.
E dietro all’ambìto marchio del fiore all’occhiello, non c’è solo la “parola” eccellenza che suggestiona e fa tendenza, ma c’è un lavoro qualificato e costante a carico degli imprenditori e delle Istituzioni fatto di corsi di qualificazione per la gestione e manipolazione di sostanze alimentari, corsi di formazione manageriali e negli ambiti turistici, seminari su celiachia, etichettatura degli alimenti ed allergeni, dialogo e confronto costante con gli operatori del SIA (servizio igiene alimenti).
“L’adesione al progetto”- hanno spiegato Giuseppina Girlando, responsabile SIA e Stefano De Rui, direttore del Dipartimento igiene ed alimenti- è volontaria e prevede l’inizio di un percorso formativo “a tappe” che, partendo dall’autovalutazione, per la quale c’è il supporto sia dell’Azienda sanitaria che dell’Associazione di categoria, si qualifica sempre più e diventa una importante proposta di salute complessiva per la comunità.”
“Fondamentale”- ha assicurato Luca Bertuola, responsabile sindacale di Confcommercio e referente per EbiCom, il fatto che questo percorso per le piccole e micro imprese non rappresenti un onere economico, ma una essenziale opportunità di crescita e, in sostanza, la condivisione di un valore, grazie al sostegno economico di EBiCom.”

Da ora in poi l’immagine esposta del fiore all’occhiello aiuterà i consumatori a scegliere con qualità e consapevolezza, diventerà anche un brand turistico e semplificherà i controlli da parte degli enti preposti.
Tutto per contrastare gli stili di un’epoca con eccessi e a volte contraddizioni nei controlli, ed un iper cultura del cibo che vede coesistere obesità e forme di malnutrizione, cattive abitudini ed ossessioni, presunti gourmet e patiti del junk food, in un mix condito da bufale, errate convinzioni e pregiudizi.
Stile italiano è un progetto ideato e promosso da UNASCOM CONFCOMMERCIO TREVISO, ULSS 2, realizzato con il contributo di Ciset ed EBicom e prende il via con il coinvolgimento dei pubblici esercizi (FIPE), per estendersi poi a tutte le imprese del commercio food.
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