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NASCE L’OSSERVATORIO PER MONITORARE IL RAPPORTO FRA BANCHE E IMPRESE

Obiettivo: far incontrare domanda ed offerta
Banche ed imprese (del terziario): nasce a Treviso il primo osservatorio per monitorare il rapporto col credito e per aumentare le possibilità di incrocio tra domande (delle imprese del terziario) ed offerte (delle banche).
Un tema – quello dell’accesso al credito- da sempre nel “mirino” delle imprese e della pubblica opinione, che- soprattutto negli ultimi anni di crisi, si è fatto sentire, con tutte le sue criticità e novità.
Se lo scenario dominante, fino ad ora, ha visto, da una parte le banche – sempre più sottoposte all’elevata pressione imposta dalle Autorità di vigilanza ed a normative internazionali “cogenti” – dall’altra le imprese e gli imprenditori, (soprattutto piccoli e piccolissimi) , in cerca di risposte rapide, efficaci, sicure, si impone ora uno scenario nuovo che, grazie alla comprensione di esigenze, richieste ed aspettative, cerca di operare affinché il rapporto con la banca diventi risorsa vera ed autentico strumento di crescita e sviluppo.
A questo importante obiettivo contribuisce il progetto OBIT, che Ascom-Confcommercio Treviso e Veneto Banca hanno avviato, che proporrà ogni anno un’indagine territoriale conoscitiva e qualitativa sul tema del credito. Il progetto trevigiano è già stato accolto anche da altri territori: da Padova, da Bari e da Verbano-Cusio-Ossola (VCO), dove è in corso.

La prima rilevazione del progetto OBIT è stata presentata oggi, al Palazzo del Terziario, presso la sede di Confcommercio Treviso. Folto il campione delle imprese intervistate: 462, appartenenti al commercio, al turismo ed ai servizi, quasi tutte “micro”, cioè con fatturati annui fino ai 500 mila euro o con un massimo di tre addetti, solide nel mercato, perché operanti in larga parte da almeno 20 anni. Più della metà delle imprese intervistate- ha spiegato Alessandro Minello, coordinatore dell’indagine e responsabile di EconLab Research- “lavora con un solo istituto di credito e si rivolge principalmente a banche nazionali o a banche di credito cooperativo. La filiale e il remote banking risultano generalmente i canali di accesso al credito più utilizzati, mentre i sistemi di pagamento/incasso più frequenti sono i contanti e il bonifico. La maggior parte degli intervistati considera determinante nella scelta di un istituto di credito la “competitività dei costi di gestione e di finanziamento” e la “presenza e professionalità di un referente dedicato”, oltre che la “trasparenza nei criteri di valutazione del merito creditizio e nelle comunicazioni contrattuali” e la “capacità di comprendere le esigenze aziendali e proporre soluzioni”. Per quanto riguarda i rapporti in essere tra le aziende e le banche principali con cui esse lavorano, gli aspetti ritenuti più insoddisfacenti nel corso dell’indagine e che impongono un’attenta riflessione da parte degli istituti creditizi, riguardano la “competitività dei costi di gestione e di finanziamento”, la “trasparenza nei criteri di valutazione del merito creditizio e nelle comunicazioni contrattuali” e la “rapidità nei tempi di risposta e di istruttoria”. In una prospettiva di miglioramento di tali rapporti, fra le principali necessità delle aziende emergono in primo luogo quella di “prevedere una riduzione dei costi bancari” e quella di “ricevere una maggiore consulenza finanziaria mirata alle esigenze dell’impresa”. Potrebbero invece influire negativamente fattori come la “variazione delle condizioni contrattuali rispetto a quelle pattuite” e la “proposta di tassi e condizioni non in linea con la concorrenza”.

Sergio Dal Ben, Responsabile della Direzione Territoriale Treviso e del Friuli Venezia Giulia di Veneto Banca ha affermato che: “Veneto Banca, insieme ad Ascom Confcommercio Treviso e in collaborazione con la società di ricerca EconLab Research Netweork ha promosso l’Osservatorio sul Rapporto Banca Impresa del Terziario: un’occasione preziosa per scattare una fotografia ad alta definizione delle aziende locali e delle loro esigenze. Mai come ora è necessario ascoltare le aziende, monitorare i loro fabbisogni finanziari e le loro aspettative nei confronti degli Istituti di Credito. Solo una banca che si mette in ascolto e sa leggere il contesto nella quale è chiamata a prestare il suo servizio – conclude Dal Ben – può definirsi banca di territorio: il progetto per la creazione di un Osservatorio nella provincia di Treviso va in questa precisa direzione”.

“Dall’analisi emerge”- ha commentato il presidente di Confcommercio Renato Salvadori- “emerge la sostanziale tenuta, dal punto di vista bancario, del tessuto delle piccole e medie imprese. Peraltro, all’interno di un rapporto banca- impresa che si va trasformando sulla base di esigenze quali: costanza di rapporto- anche personale- con i referenti bancari; servizi economici e costanti nel tempo; necessità di consulenze concretamente rivolte all’interpretazione del mercato e delle sue esigenze. Tutti argomenti che richiedono un approfondimento ulteriore e non dogmatico da parte degli istituti bancari. Da ultimo, ma non per importanza, va ricordata la presenza ed il valore dei consorzi fidi che andrebbero utilizzati per ciò che veramente sono, un concreto facilitatore tra l’impresa e le sue esigenze nel rapporto che la stessa manifesta rispetto all’operatività bancaria.”

Audio:
Intervento Sergio Dal Ben, Responsabile della Direzione Territoriale Treviso e del Friuli Venezia Giulia di Veneto Banca Intervento Alessandro Minello, coordinatore dell’indagine e responsabile di EconLab Research Intervento Renato Salvadori presidente di Confcommercio Treviso
Consulta l’indagine ed i commenti:
Presentazione OBIT – Risultati generali
Sintesi Minello Banca Impresa rassegna_stampa_OBIT_

Conferenza stampa – Treviso, giovedi 23 luglio 2015
Ufficio stampa, Silvia Milani, +393482562694, 0422697966 ascom@milanipress.it