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NEGOZI DI VICINATO? ECCO LE RICETTE PER IL SUCCESSO

La battaglia non è più tra grandi e piccoli, ma tra chi sa innovare e modernizzarsi
In negozio, le 10 mosse “vincenti”: vendere e raccontare emozioni

Si è svolta oggi, in Camera di Commercio, la sesta edizione del General Report, il rapporto ufficiale sul terziario della provincia di Treviso, elaborato da EBiComLab, sostenuto da EBicom e Unascom-Confcommercio, con la collaborazione di StatisticAll, il festival della statistica e della demografia.
Protagonista indiscusso del convegno il commercio di vicinato- indagato ed approfondito attraverso 500 interviste fatte da EbiComlab ai consumatori trevigiani.
Il negozio di vicinato o sottocasa, al di sotto dei 250 metri quadri, ubicato nei centri urbani o storici, raggiungibile a piedi o in bicicletta- secondo lo studio- viene scelto dal 25% dei consumatori intervistati (circa 500), è frequentato in misura maggiore da donne, da utenti di età superiore ai 35 anni e da coppie. Una percentuale che tiene anche rispetto all’aumento progressivo e visibile (5,7%) dell’e-commerce, che supera la percentuale di utenza che sceglie il centro commerciale periferico (6%) e che ben si compensa con quella che si impone come la prima scelta del consumatore medio, ovvero il supermercato, il negozio di medie grandi dimensioni che attrae dal 49% all’84% dei consumatori.
“Piccoli o medi che siano, gli imprenditori del commercio”- ha spiegato il vicepresidente Federico Capraro che ha interpretato il pensiero delle Ascom aderenti ad Unascom-Confcommercio- “devono traguardare una modernità non facilmente interpretabile, che probabilmente è dietro l’angolo, che va capita, interiorizzata ed applicata. Penso a vetrine intelligenti, nuove tecnologie e nuovi servizi, per un commercio multifunzione che diventa presidio e strumento di coesione. Penso alle Amministrazioni, che devono offrire segnali concreti di disponibilità: di fatto, il sostegno al commercio rappresenta la strada maestra per tenere vive città, centri urbani e storici e per arginare il degrado e la microcriminalità. Occorre quindi un’assunzione di responsabilità congiunta. Abbiamo il dovere di accompagnare le imprese verso una nuova dimensione, che deve saper coniugare esperienza e passione, con tecnologia e nuovi servizi. Svolgiamo infatti una sorta di intermediazione tecnologica e digitale nei confronti dei nostri soci per consentire loro di essere sempre punto di riferimento e di aggregazione all’interno delle città. Per un futuro dove possa esserci ancora la libertà di “prendere ispirazione”, il piacere di uscire, il dialogo di un consiglio e l’emozione di acquistare. Per un ritorno al futuro in cui i valori assumono nuovo valore.
Le ricette per il futuro- sono a portata di mano- accessibili a tutti. Occorre semplicemente- ha spiegato Alessandro Garofalo, fisico, docente ed intervenuto al convegno come “innovatore” – vivere la propria esperienza di impresa quotidiana in negozio come il racconto “di una grande storia”, da esporre al cliente per “emozionarlo ed ispirarlo” con almeno 10 competenze, 10 mosse quotidiane indispensabili, che vanno ben oltre la creatività e lo spontaneismo: affidabilità (saper mantenere le promesse), comunicazione (capacità di dare messaggi), competenza (nel settore), cortesia (sorriso e gentilezza), credibilità (sul prodotto e sul prezzo), sicurezza (nei sistemi di pagamento), capacità di risposta (velocità nell’interfacciarsi con il cliente), accesso (sito, indicazioni stradali, reperibilità), comprensione del cliente (conoscerne esigenze, usi e abitudini), attività tangibili (parcheggio, packaging, servizi).

Consulta la sintesi del General Report ed il focus sul commercio di vicinato:
GR2018 – Presentazione convegno-definitiva