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PREVENZIONE E CONTROLLO DELLA LEGIONELLOSI: I CHIARIMENTI DI FEDERALBERGHI

Feralberghi ha chiarito le linee guida per prevenire e controllare la legionellosi.
Ecco una sintesi: le nuove linee guida sono emanate in attuazione del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 “tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, che obbliga i datori di lavoro ad attuare misure di sicurezza appropriate per prevenire i rischi e proteggere tutti i soggetti presenti nei luoghi di lavoro. La legionella è infatti classificata tra gli agenti biologici per i quali la normativa (Titolo X e allegato XLVI del decreto legislativo n. 81 del 2008) prevede l’adozione di misure di prevenzione a seguito del procedimento di valutazione del rischio.
Rispetto alle precedenti linee guida del 2005, le nuove linee guida assumono quindi un carattere di “obbligatorietà” che precedentemente non avevano. Peraltro, il carattere “facoltativo” delle precedenti linee guida era stato di fatto superato dal loro recepimento in forma obbligatoria a livello regionale e locale in molte realtà territoriali, e dalla necessità, per le aziende, di disporre di documentazione comprovante l’adozione di cautele per la prevenzione del rischio, vista la facilità di colonizzazione della legionella.
Facciamo comunque presente le linee guida sono contenute in un “accordo” tra governo, regioni e province autonome di Trento e Bolzano, il cui effetto giuridico è quello di obbligare le parti stipulanti (stato, regioni e province) ad ottemperare agli impegni assunti.
Pertanto, la mancata osservanza delle specifiche prescrizioni in esso contenute non è di per sé sanzionabile, salvo recepimento con specifico provvedimento normativo nazionale o regionale. E’ però sanzionabile il mancato inserimento del “rischio legionellosi” all’interno del documento di valutazione dei rischi previsto dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro (articoli 17, 271 e 282 del decreto legislativo n. 81 del 2008), e la mancata adozione di misure di gestione del rischio.
Le linee guida sono state aggiornate alla luce delle nuove conoscenze scientifiche, con l’ausilio tecnico-scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità e di figure istituzionali esperte del settore.
La legionella è un batterio molto diffuso in natura, associato alla presenza di acqua (laghi, fiumi, sorgenti termali, ambienti umidi in genere). La legionella può colonizzare gli ambienti idrici artificiali (reti cittadine di distribuzione dell’acqua potabile, impianti idrici degli edifici, impianti di climatizzazione, piscine, fontane, ecc.) che agiscono come amplificatori e disseminatori del microrganismo.
L’infezione causata dal batterio legionella viene chiamata “legionellosi”. E’ una malattia infettiva grave, a letalità elevata, sottoposta ad un programma di sorveglianza speciale.
Parallelamente al sistema di sorveglianza dei casi italiani, esiste dal 1986 un programma di sorveglianza internazionale della legionellosi nei viaggiatori, al quale aderisce anche l’Italia, attualmente denominato ELDSNet e coordinato dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) di Stoccolma, che si basa su una rete di collaboratori nominati dal Ministero della Salute dei vari Paesi.
I casi relativi a turisti vengono inseriti in un database internazionale. La procedura che segue la segnalazione di casi di legionellosi prevede minuziose ispezioni sull’albergo nel quale risulta aver soggiornato il viaggiatore; l’albergo che non riesca ad eliminare la fonte di infezione entro tempi strettissimi, vedrà pubblicato il suo nome sulla sezione del sito dell’ECDC (ELDSNet) accessibile al pubblico. Questa segnalazione rimarrà sul sito finché non verrà inviato un rapporto che comunichi la messa in atto di idonee misure di controllo.
Le nuove linee guida contengono un “Protocollo di controllo del rischio legionellosi” , diviso in tre fasi sequenziali e correlate: valutazione del rischio, gestione del rischio, comunicazione del rischio.

Valutazione del rischio
Per un’efficace prevenzione è d’obbligo che il gestore di ogni struttura turistico-ricettiva effettui con periodicità (biennale, preferibilmente annuale) la valutazione del rischio legionellosi.
La valutazione deve essere effettuata da una figura competente, responsabile dell’esecuzione di tale attività (ad es. igienista, microbiologo, ingegnere con esperienza specifica, ecc.).
Le informazioni relative alla valutazione del rischio ed al relativo piano di controllo devono essere comunicate dall’incaricato della valutazione al gestore della struttura o a un suo preposto che, a loro volta, dovranno informare tutte le persone che sono coinvolte nel controllo e nella prevenzione della legionellosi nella struttura.
La valutazione del rischio è fondamentale per acquisire conoscenze sulla vulnerabilità degli impianti.
Una corretta valutazione del rischio correlato ad una struttura turistico-ricettiva deve partire da un’ispezione degli impianti a rischio, supportata, qualora disponibili, dagli schemi d’impianto aggiornati.
Tale analisi ispettiva deve essere finalizzata ad individuare i punti critici di ciascun impianto a rischio, in considerazione delle condizioni di esercizio e manutenzione che lo caratterizzano.
In base all’ispezione ed agli schemi d’impianto disponibili, deve essere valutato quali siano i punti della rete (idrica ed aeraulica) e le specifiche d’esercizio e di controllo che possano determinare un rischio per gli ospiti e per i dipendenti della struttura.
Tra i fattori di rischio più importanti, da tenere sotto controllo, le linee guida menzionano i seguenti:
• temperatura dell’acqua compresa tra 20 e 50°C
• presenza di tubazioni con flusso d’acqua minimo o assente (tratti poco o per nulla utilizzati della rete, utilizzo saltuario delle fonti di erogazione)
• utilizzo stagionale o discontinuo della struttura o di una sua parte
• caratteristiche e manutenzione degli impianti e dei terminali di erogazione (pulizia disinfezione
• caratteristiche dell’acqua di approvvigionamento a ciascun impianto (fonte di erogazione, disponibilità di nutrimento per Legionella, presenza di eventuali disinfettanti)
• vetustà, complessità e dimensioni dell’impianto
• ampliamento o modifica d’impianto esistente (lavori di ristrutturazione)
• utilizzo di gomma e fibre naturali per guarnizioni e dispositivi di tenuta
• presenza e concentrazione di Legionella, evidenziata a seguito di eventuali pregressi accertamenti ambientali (campionamenti microbiologici).
Nell’allegato 12 delle linee guida è riportata una lista di controllo per agevolare la raccolta delle informazioni base di riferimento per l’effettuazione di una preliminare stima dei fattori di rischio presenti in una determinata struttura.

Gestione del rischio
Per assicurare una riduzione ed un controllo del rischio legionellosi è necessario che i gestori di strutture ricettive adottino le misure preventive riportate nel capitolo 4 delle linee guida.
Nel caso in cui queste misure di controllo non possano essere tutte immediatamente messe in atto, e in una struttura turistico-ricettiva si valuti la presenza di un potenziale rischio derivante da uno o più impianti (ad esempio la temperatura dell’acqua calda sanitaria è diversa da quella raccomandata oppure vi è la presenza di rami morti nella rete di distribuzione idrica od altro), occorre effettuare celermente un campionamento dell’acqua per la ricerca di Legionella.
In relazione alla concentrazione di Legionella riscontrata dal campionamento, è necessario definire, sempre con l’ausilio di un’adeguata valutazione del rischio, un programma per applicare prioritariamente quelle misure correttive tali da contenere il rischio evidenziato.
Fino a quando non sia possibile mettere in atto tutte le misure correttive e di mantenimento richieste dalla valutazione del rischio, il campionamento ambientale dovrà essere ripetuto mensilmente per i primi sei mesi, e successivamente con cadenza da stabilirsi sulla base dell’analisi complessiva del rischio.
Se si rendesse necessario effettuare la disinfezione di uno o più impianti, il piano di controllo andrà aggiornato, tenendo conto della periodicità di campionamento da rivalutarsi a seguito della situazione occorsa.
Per le strutture a funzionamento stagionale, il campionamento dovrà, comunque, essere sempre effettuato prima della loro riapertura.

Comunicazione del rischio
Questa fase del protocollo comprende tutte le azioni finalizzate a informare, formare, sensibilizzare i soggetti interessati dal rischio potenziale (gestori degli impianti, personale addetto al controllo, esposti, ecc.).
L’informazione e la formazione sono considerate un elemento essenziale per garantire la corretta applicazione delle indicazioni per la prevenzione ed il controllo della legionellosi.
Le linee guida auspicano che i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL organizzino attività formative/informative rivolte, tra gli altri, ad albergatori e le loro associazioni di categoria, con l’obiettivo di favorire l’acquisizione delle conoscenze necessarie a controllare l’intero ciclo d’analisi e riduzione del rischio, adottando le migliori soluzioni impiantistico-gestionali atte a minimizzare il rischio.