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RETI DI IMPRESA NEL TERZIARIO DI MERCATO: “FORMIDABILE STRUMENTO DI CRESCITA PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE”

Con 900 imprese in rete, la nostra regione è al secondo posto tra quelle del Nordest. Concluso il convegno a Mestre.

 In Veneto le imprese in rete sono circa 900 con quasi 260 contratti. In Italia sono ormai più di 10mila, con oltre 2.100 contratti stipulati. La nostra regione è al secondo posto tra quelle del Nordest, con una percentuale del 33,42% di contratti stipulati, dopo l’Emilia Romagna che ha una percentuale del 48,69%, e nettamente distaccata dal Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige, che non superano il 10%.

Lavorare insieme su programmi condivisi, fare massa critica, sfruttare economie di scala, rimanendo tuttavia sempre autonomi e conservando quindi le loro peculiarità e la loro storia imprenditoriale sono gli elementi fondamentali che hanno convinto tante imprese a seguire questo nuovo percorso aggregativo.

“Siamo il Paese e la regione dove le PMI sono diffuse e di forte sostegno all’economia – dichiara il presidente di Confcommercio Veneto, Massimo Zanon – Ma la loro forza di competere in un mercato globale (anche e soprattutto per il turismo) è messa a dura prova, appunto, dalla ridotta dimensione, che rende più difficile intraprendere percorsi di innovazione e di internazionalizzazione”.

“Di certo la Politica, come sempre, dovrà farci capire bene quello che vorrà fare su questo terreno, soprattutto cercando di saldare quella frattura che oggi mi sembra esserci, ad esempio nei bandi, tra linee di politica attiva di sostegno (economiche, finanziarie e fiscali) e la “gestione burocratica” delle varie partite – aggiunge Zanon – Sia chiara una cosa: non abbiamo invitato al nostro incontro nessun rappresentante politico non perché lo ritenessimo inutile, ma soltanto per evitare di confondere i nostri ragionamenti di prospettiva con quelli, attuali e contingenti, della prossima tornata elettorale”.

Per Confcommercio Veneto, impegnata con Unioncamere Veneto a promuovere e ‘guidare’ il processo di evoluzione delle imprese attraverso le reti, bisogna investire sull’attività di coaching e affiancamento, liberare incentivi consistenti in termini amministrativi e burocratici attraverso strumenti come il crowdfunding, il venture capital, il private equity, migliorare il coordinamento dei finanziamenti gestiti a livello regionale (Fondi Strutturali) attraverso la conferenza Stato-Regioni, snellire le procedure dei bandi, soprattutto nella fase di valutazione, promuovere la figura del manager di rete e rendere praticabile un maggior utilizzo dei voucher di rete. Quest’ultimo strumento è fondamentale, soprattutto se riferito alle piccole e medie imprese perché è uno strumento snello e di immediato utilizzo rispetto alle procedure del bando.