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SALDI ESTIVI AL VIA: PER FEDERMODA VANNO SPOSTATI IN AVANTI

DANNI DA MALTEMPO: RICHIESTE MEDIE DI 25 MILA EURO DI FINANZIAMENTO, E LA SPERANZA DI PAGARE LE RATE CON LA STAGIONE AUTUNNALE

Il tormentone dei saldi è già iniziato, ed il copione degli sms e delle anticipazioni anche. In città come in provincia. Ma l’approccio di Federmoda al saldo 2019 è cambiato, ed a farsi sentire non sono le solite lamentele, speranze o previsioni, ma i sondaggi. Quello di Treviso e provincia, con le sue 176 risposte che, unito a quello nazionale, condotto tramite i vari gruppi territoriali, ha l’intento di modificare dal profondo l’impianto del saldo stagionale, un format che anima da sempre il commercio e che, ogni anno, torna sotto o riflettori per le tante incongruenze che presenta.
La base di partenza è la data di inizio, sia per quanto riguarda il saldo estivo (6 luglio) che per quanto riguarda il saldo invernale (7 gennaio), due date collocate ad inizio stagione e non certo alla fine. Ecco quindi che già il titolo “saldo di fine stagione”, è una contraddizione in termine, se è vero e (ampiamente) concesso che la stagione (quella estiva) è davvero appena iniziata.

IL SONDAGGIO PROVINCIALE

Il sondaggio provinciale, condotto sui social e tramite la segreteria di Federmoda, ha prodotto risultati di chiara interpretazione: il 40% degli intervistati vorrebbe iniziare l’ultimo sabato di luglio, un altro 40% il terzo, una percentuale che non arriva al 10% chiede la liberalizzazione di saldi e promozioni, mentre le altre percentuali – davvero minime – concedono l’approvazione della situazione attuale. Praticamente simmetriche le risposte sul saldo invernale, dove il 43% chiede l’inizio al primo sabato di febbraio, il 19% all’ultimo sabato di gennaio, ed un buon 17% chiede altre soluzioni. Si fa strada quindi, tra i commercianti, la necessità di posticipare i saldi, un convincimento visibile anche dalla risposte dei colleghi di altre regioni, dove le quote di risposte che vedono l’ultimo sabato di luglio arrivano al 51,7% ed il primo sabato di febbraio il 22,9%.
Incrociando – su Treviso e Provincia – le risposte dei brand, si nota come tra i marchi storici e consolidati, uniti ai negozi della grande tradizione trevigiana, non ci siano dubbi: la partenza nel terzo sabato di luglio sarebbe l’ideale, praticamente a ridosso delle grandi partenze agostane, in perfetta tendenza con le principali città italiane.

IL PLAFOND PER I DANNI DA MALTEMPO

Che il maltempo abbia impattato sull’andamento della stagione non ci sono dubbi e le stime parlano chiaro: le vendite di primavera hanno perso il 60%, ciò significa che dei due mesi primaverili, uno è andato totalmente perso,” come aver aperto il negozio per niente”. Fidimpresa Veneto, riconoscendo al comparto moda-abbigliamento-calzature lo stato di “calamità climatica”, ha messo a disposizione, su base regionale, un plafond con finanziamenti a tassi agevolati (3,70 il tasso e gli interessi totali non superano i 500 euro) pratiche veloci e nessun costo burocratico. L’incentivo ha scatenato – assicurano gli uffici di FidiImpresa sezione di Treviso- un gran numero di contatti telefonici e richieste di informazioni che, per almeno un terzo, si stanno traducendo in istruttorie. Nelle ultime due settimane sono state avviate 9 pratiche (ma ogni giorno il numero si evolve), con richieste medie di finanziamento di 25 mila euro, rimborsabili in 12 o 18 mesi, con o senza preammortamento, con rate variabili (a seconda delle formula) tra i 1430 euro (per i 18 mesi) ed i 2125 euro per i 12 mesi. Che si aggiungono ai costi di affitto, mediamente alti, ed al costo del lavoro dipendente. Una sfida che guarda alla stagione autunnale come alla soluzione per il rilancio.
IL COMPARTO E LE PREVISIONI
Con le sue 3488 unità in provincia di Treviso, il comparto moda e fashion è in calo costante. Rispetto allo scorso anno, ha perso il 2,7% e negli ultimi 4 anni ha perso ben 340 unità. Considerando la media (minima) di 2,5 addetti ad aziende, il comparto rappresenta circa 9000 lavoratori che, in altrettanti nuclei famigliari, hanno visto, in questi ultimi due mesi, a forte rischio il loro stipendio, con conseguenze dirette sul clima di incertezza e sfiducia.
Sulla consistenza della imprese, la provincia di Treviso si colloca sopra Rovigo, nettamente sopra Belluno, vicino a Vicenza ma nettamente al di sotto dei numeri di Padova, Venezia e Verona. Ciò nonostante, attrae marchi interessanti che, a volte, scelgono la piazza di Treviso. pur sproporzionata nelle richieste (troppo alte) di affitto, rispetto a fatturati medi che si attestano sui 200-300 mila euro/anno.
Le previsioni di spesa per questo primo week-end di saldi, sono in linea con l’anno scorso: i 100 euro pro-capite per quel vestito adocchiato sono già tanti, in molti casi saranno anche inferiori così come, per alcuni, potrebbero aumentare di molto, a conferma di quella forbice che allarga sempre più il divario e la disparità sociale.

A fronte di una situazione così fragile e complessa- commenta il Presidente di Federmoda Guido Pomini– risulta sicuramente positivo l’apprezzamento degli incentivi concessi da Fidimpresa, segno di una fiducia verso il futuro, ma appare chiara la necessità di invertire l’ordine dei fattori del dibattito, introducendo il “fattore clima” come un elemento determinante per l’andamento della stagione”.

Consulta la documentazione su Federmoda ed i dati dell’indagine
indaginedatifedermoda2019