Your message has been sent, you will be contacted soon

Call Me Now!

Chiudi
Home » STUDI E RICERCHE » Osservatorio sui consumi » SECONDO TRIMESTRE 2014: DALLA CRISI ALLA TRANSIZIONE, I CONSUMI VOCE PER VOCE TRA GELATE E SPERANZE

SECONDO TRIMESTRE 2014: DALLA CRISI ALLA TRANSIZIONE, I CONSUMI VOCE PER VOCE TRA GELATE E SPERANZE

I dati che il report trimestrale dell’Osservatorio sui consumi di Confcommercio ci consegna non lasciano spazio a dubbi.

Il 2014 non solo NON è l’anno della ripresa, ma ci conferma la stabilità della transizione, ovvero un periodo di grande cambiamento che non anticipa ancora nessuna svolta, ma che porta con sé uno status di “grande rinuncia” dove, trimestre dopo trimestre, si consolidano alcune fondamentali tendenze in atto: quella del “deconsumo”, ovvero di una contrazione generale di tutte le abitudini di spesa, quella della “demotorizzazione”, ovvero della rinuncia all’auto, che ha definitivamente perso il significato simbolico e gratificante dell’acquisto, quello della “sfiducia” nei confronti del futuro, che continua non solo a persistere, sia tra imprenditori che tra consumatori, ma anche ad aumentare (quasi il 50% degli intervistati vede peggioramenti), quella dell’”insoddisfazione generale”, che permea ogni ambito lavorativo, e che non risente quasi per nulla del presunto effetto rasserenante del bonus di 80 euro in busta paga, quello della “delusione”, per le prospettive occupazionali e le nuove richieste di ricorso a sussidi ed ammortizzatori.

Volendo continuare con le criticità, la lista sarebbe lunga: basta pensare al commercio al dettaglio, costretto ad erodere i propri margini per non aumentare i prezzi di vendita, o al turismo, reduce non solo da un’estate di maltempo e di danni ambientali ingenti, che hanno colpito uno dei luoghi simbolo della promozione turistica provinciale, ma anche al centro di un radicale mutamento che vede lo spostamento della promozione verso nuovi segmenti, ancora, almeno in parte, da progettare e consolidare.

Dopo 7 anni di crisi ufficiale appare evidente che a poco valgono le misure episodiche (come il bonus in busta paga), servono invece cambiamenti strutturali che puntino alla crescita e non a risolvere soluzioni temporanee. E per tornare a crescere, non ci sono scorciatoie: occorre abbattere la pressione fiscale, ormai da record- utilizzando risorse derivanti dal taglio della spesa pubblica improduttiva e dal contrasto efficace all’evasione ed all’elusione fiscale.

Ma occorre anche rimettersi in gioco, accettando il cambiamento ed investendo in conoscenza, qualità e sapere, nuove professionalità.

La realtà economica provinciale – se da una parte non si discosta da quella nazionale – confermando quel sentiment negativo che accomuna le nostre imprese a quelle dell’intero territorio nazionale, dall’altra può arrivare, prima di altre, all’appuntamento con la ripresa, se saprà sfruttare i vuoti lasciati dal commercio che “non c’è più”, con nuove idee, nuovi marchi, fette di modernizzazione che potranno trasformare le nostre città ed i nostri centri storici in attraenti luoghi di consumo o in appetibili aree di conoscenza alle quali attingere.

Le slides della conferenza stampa
slides andamento consumi secondo trimestre2014

Il commento di Vittorio Filippi
Il commento di Vittorio Filippi