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Senza impresa non c’è Italia: anche noi a Roma per la manifestazione nazionale del 18 febbraio!

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CONFCOMMERCIO PORTERÀ A ROMA CENTINAIA DI PARTECIPANTI
Anche Treviso farà sentire la propria presenza: Vieni a Roma con noi!

Sarà massiccia la partecipazione di Confcommercio alla manifestazione del 18 febbraio a Roma, indetta da Rete Imprese Italia per chiedere al Governo misure concrete per la ripresa dell’economia.
Sono circa 600 le adesioni finora raccolte nelle sedi territoriali della Confederazione regionale delle piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi, ma si conta nei prossimi giorni di raggiungere un totale di circa 800 partecipanti, che partiranno per la capitale con pullman e treni organizzati da ogni provincia.

Gli uffici sindacali stanno raccogliendo le adesioni per il pullman che partirà la mattina del 18 febbraio dal parcheggio dell’Emisfero a Silea.
Per informazioni: tel 0422 580361 (Unascom)

La partenza è prevista all’alba, tra le 5 e le 6 del mattino, mentre il ritorno avverrà nella notte dello stesso giorno. Confcommercio Veneto, in stretta collaborazione con la sede nazionale e con le sedi territoriali, sta predisponendo striscioni e cartelli da esporre durante manifestazione, che approderà in piazza Santi Apostoli per dire che “Senza impresa non c’è Italia”.
“Riprendiamoci il futuro”, recita lo slogan unitario.
Al centro della protesta le mancate o comunque deboli misure adottate dal Governo per avviare la ripresa del Paese.

“L’unica misura adottata – sottolinea il presidente di Confcommercio Treviso Guido Pomini – è l’aumento delle tasse, sul quale peraltro incombono confusione e incertezze. L’unica certezza è che saranno le piccole e medie imprese a pagare il prezzo più alto, assieme ai lavoratori. Per questo la nostra presenza sarà consistente, nonostante la manifestazione si svolga in un giorno lavorativo”.

“Quello che chiediamo – aggiunge Pomini – è la riduzione del costo del lavoro, una flessibilità adeguata all’organizzazione del lavoro e all’evoluzione del mercato, la semplificazione della burocrazia e della gestione dei rapporti datori-dipendenti. Le continue riforme sul lavoro non aiutano, mentre l’obiettivo principale è consentire di assumere.
Una riforma che ingessa la flessibilità infligge un colpo mortale alle nostre aziende, già duramente provate.
Basti pensare – conclude il presidente – che tra il 2008 e il 2012 i consumi in Veneto sono scesi del -1,2%; tra il 2013 e il 2014 si prevede un calo della stessa intensità.