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SERVIZI E TERZIARIO CON SEGNO PIU': DAI KIBS ENERGIE PER LA RIPRESA

Il rapporto di fine 2014 elaborato da EBiComLab (centro studi di EBiCom e Confcommercio) sui KIBS (attività imprenditoriali ad alto contenuto innovativo e tecnologico) sottolinea, in provincia di Treviso, una crescita delle attività legate a conoscenza, competenza e capitale umano.

Mentre il Nordest fa i conti con una profonda trasformazione che, anche in questo inizio 2015, si fatica a decifrare e che lascia intravvedere, a stento, timidi ed altalenanti segnali di ripresa, lo studio sui KIBS  (Knowledge Intensive Business Service, ovvero imprese ad alto tasso di conoscenza) edito EBiComLab –Centro studi sul terziario trevigiano, a fine 2014 parla chiaro: la futura linfa economica del nuovo NordEst, il nuovo capitale, è e sarà sempre più quello “umano” e “competente dei kibs”, ovvero la nuova categoria destinata a innervare profondamente l’operatività terziaria della nostra terra.

I KIBS – ora associati e strutturati come gruppo sindacale in ConfCommercio- dopo essere nati in ordine sparso ed aver lavorato in maniera disseminata, si configurano come un vero e proprio esercito di “innovatori”, difficile da inquadrare nelle statistiche economiche, fatto di imprese e professionisti che lavorano collocandosi “alla base del processo industriale o di servizio”, erogando servizi e conoscenze, ponendosi come interfaccia nei processi di innovazione e di sviluppo.

Il rapporto del Centro Studi, redatto al termine di un lavoro certosino che ha raggruppato, in uno slalom tra codici Ateco e nomenclature europee, diverse categorie di società e di servizi, ci restituisce una chiara fotografia del comparto. I settori in cui operano i KIBS sono riconducibili a 5 ambiti: progettazione e design, consulenza aziendale, ricerca e sviluppo, comunicazione, ricerche e marketing, ICT, per un totale di 29 mila unità presenti in Veneto, secondo una graduatoria numerica che vede Padova in testa, Treviso in seconda posizione, ed a seguire Verona, Vicenza, Venezia, Rovigo e Belluno. Treviso spicca anche per “tasso di imprenditorialità altamente tecnologica (ovvero il numero di unità locali ogni 1000 abitanti): 6,14 imprese per 1000 abitanti contro un tasso medio regionale di 5,89, per un totale di 5.451 unità censite a fine 2014. In provincia di Treviso, i settori che “vanno” sono, nell’ordine: progettazione e design, ICT, consulenza aziendale, comunicazione e marketing, ricerca e sviluppo. Tra i comuni ad alta vocazione terziaria, si distingue l’asse “attrattivo” Treviso-Villorba, anche se Conegliano brilla per consulenza aziendale, così come stupiscono Paderno del Grappa e Refrontolo per specializzazioni in ricerca e sviluppo.

Se i KIBS si configurano chiaramente come “generatori di innovazione”, operando, spesso dai loro uffici o dalle loro postazioni, all’interno delle aziende, stentano ancora a consolidarsi come solidi datori di lavoro, visto che i contratti maggiormente utilizzati, sempre per la provincia di Treviso che conta 2200 lavoratori assunti, sono i contratti a tempo determinato (553), il tirocinio (371), l’interinale (345), ed infine l’indeterminato con un numero esiguo di contratti (316). Se ICT, comunicazione, design, marketing sembrano essere il nuovo vocabolario economico del terziario trevigiano, scendendo nel dettaglio dei codici il rapporto segnala che le professioni emergenti nel trevigiano a fine 2014 sono legate essenzialmente a: ingegneria ambientale, geologia, ricerca ed ambiente, con qualche incursione tra le scienze sociali ed umanistiche. Segno evidente che bonifiche del suolo, consulenze per impatto ambientale, riconversioni dei capannoni, call center e ricerche di mercato sono ambiti concreti in cui è ancora possibile lavorare, soprattutto se si è giovani e preparati nella green economy. In tempi di scelte ed orientamenti scolastici è bene tenerne conto.
Lo studio-  conferma Alessandro Minello, presidente del gruppo KIBS, “sottolinea il fatto che il capitale umano è e sarà sempre più un’arma vincente per superare la crisi, e l’aumento numerico delle unità locali di questo settore negli ultimi anni lo dimostra, così come sarà importante mantenere elevata la capacità di programmazione e ri-organizzazione nelle aziende.” “Infine”- conclude il presidente di Confcommercio Renato Salvadori-“in un momento di confusione e difficoltà generale come questo, imprese ed imprenditori hanno bisogno di stimoli ed orientamento. I KIBS, possono davvero essere il lievito adatto a far ripartire il sistema economico alla disperata ricerca di strumenti di lettura adeguati ad interpretare un mondo in vorticosa modificazione. Per tale motivo questo esercito di pensatori ed innovatori va supportato con adeguate politiche fiscali, efficaci strumenti di flessibilità ed adeguati incentivi.”

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