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“SILE, ANCORA CHIUSE LE PASSERELLE DEI BURCI: IL TURISMO DICE BASTA

Gli imprenditori turistici: “i soldi li mettiamo noi, ma riaprite la greenway!

 “Adesso basta!”. Il mondo delle imprese turistiche rilancia con sdegno e senza mezzi termini alla chiusura della greenway sul fiume Sile, la Restera. Per tutti interviene Gianni Garatti, noto albergatore trevigiano e presidente del Consorzio di Promozione Turistica MARCA TREVISO.

“Gli imprenditori – dichiara con veemenza Garatti – anche con il sostegno degli Enti Pubblici come la Regione, la Camera di Commercio e la Provincia, investono ogni anno decine di migliaia di euro per la promozione e la commercializzazione di proposte ed offerte del nuovo turismo sostenibile in bicicletta nel marca trevigiana. E’ di poche settimane fa – prosegue Garatti – una partecipatissima conferenza stampa promossa dal Consorzio trevigiano a Monaco di Baviera per promuovere, grazie anche al Club di Prodotto “Treviso, la provincia dello Sport”, gli itinerari ciclabili che, in lungo e largo, attraversano la nostra provincia e dei quali la Greenway sul Sile, unitamente all’Ostiglia, rappresentano forse il fiore all’occhiello delle centinaia di kilometri che la rete ciclabile trevigiana è in grado di offrire ai turisti, del nord Europa in particolare. E poi i clienti, che con molta fatica tutti noi – pubblico e privato – abbiamo portato a casa, ti rientrano in albergo arrabbiatissimi perché la passerella sui burci è chiusa, interrotta, sbarrata senza nessuna possibilità di sapere perché e con il rischio di dover tornare indietro perché nessuno sa darti spiegazioni? E tra qualche mese dovremmo avere anche la Ciclovia dell’Amicizia (la Monaco-Venezia) che dovrebbe portare decine migliaia di cicloturisti nei nostri territori)? Eh no, cari amministratori, così non va! Adesso basta!”

Garatti non si rivolge in particolare a qualcuno, ma il suo “J’accuse” è sincero e non strumentale.

Raramente ci è capitato di vedere Garatti così adirato ed alterato ma la sua è solo la sintesi di decine di telefonate ricevute da colleghi operatori (non solo dell’accoglienza) a loro volta “incazzati” per le rimostranze o i commenti (dei quali il migliore è: “I SOLITI ITALIANI, PROMETTONO CIO’ CHE NON SONO IN GRADO DI MANTENERE”) ai quali tu, albergatore o ristoratore o guida/accompagnatore turistico/a, dovresti spiegare che “mancano novemila euro (ben novemila euri) per riparare una parte di un itinerario (costato più di 3,5 milioni di euro) ma che purtroppo, al di là della modesta cifra, non si sa “di chi sia” o “a chi vada” la competenza per riparare quanto sopra…

“Adesso basta”, ripete Garatti: le imprese, le Associazioni di Categoria ed il Sistema Turistico trevigiano, attraverso il Consorzio Marca Treviso, sono disponibili fin da subito a raccogliere e mettere a disposizione i novemila euro “ma diteci come, a chi, dove e quando consegnarli!” e, soprattutto, “diteci quando la Greenway sarà riaperta”.

I Fondi europei (non ultimi quelli dei GAL, attraverso il Piano di Sviluppo Rurale o le iniziative LEADER), della Regione, Provincia e dei vari Comuni lungo l’asta del Fiume Sile, non possono veder sprecate le numerose opportunità di sviluppo economico cui questi erano destinati. “Gli imprenditori”, tuona ancora Garatti, “non dimenticano e, di questi tempi, non dimenticare è pericolo” con evidente riferimento alla tornato elettorale di prossima scadenza.

La questione delle passerelle sui burci del fiume Sile sembra arrivata al culmine.