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TASSA DI SOGGIORNO: SCOPPIA LA RIVOLTA DEGLI ALBERGATORI

Federico Capraro, presidente di Federalberghi: “delibera a sorpresa, burocrazia inaccettabile, addio condivisione col Comune”
Scoppia a Treviso la rivolta degli albergatori. Contro la tassa di soggiorno istituita dal Comune di Treviso a partire da domenica 1 giugno, con una delibera improvvisata e frettolosa comunicata via mail come un fulmine a ciel sereno agli albergatori trevigiani. Tre giorni di tempo per adeguarsi all’introduzione di una nuova ed importante tassa, con tutti i pacchetti e prezzi fissati già acquistati dai tour operator, senza sotfware gestionale, senza indicazioni operative, con una modulistica da compilare degna dei peggiori apparati burocratici, in barba a normativa sulla privacy ed auspicati snellimenti burocratici.
“Rispediamo al mittente questo provvedimento- afferma Federico Capraro, presidente di Federalberghi Treviso- che giudichiamo inaccettabile perché espone la categoria a sanzioni ingiuste e che è totalmente inapplicabile sul piano operativo e concreto. Sembra il frutto di una burocrazia d’altri tempi che nulla ha a che vedere col percorso che avevamo condiviso nei mesi scorsi con l’Amministrazione comunale e con l’Assessorato competente. Abbiamo discusso per mesi dell’applicazione di questa tassa- che varia da 1 a 2 euro a turista a seconda della categoria dell’albergo- che avrebbe dovuto essere inserita in maniera agevole e telematica e con gli adeguati tempi, e poi re-investita in adeguate politiche turistiche a favore del territorio e che ora arriva invece come un balzello ad appesantire gli oneri burocratici a carico della categoria.”
Basta uno sguardo alla modulistica per capire che un portiere d’albergo a partire da domani dovrà dedicare almeno 20 minuti di tempo ad ogni cliente, facendo domande specifiche anche sullo stato di salute fisica e su eventuali disabilità, e che in un anno un albergo medio, considerate il numero di pernottamenti, produrrà circa 15 mila fogli di carta del tutto inutile per consentire al Comune di incassare gli introiti di una tassa che nasce, in linea teorica, come un “investimento sul settore più trainante dell’economia trevigiana, il turismo”.
“Non era questo quanto avevamo condiviso col Comune”- conclude Federico Capraro- “che ha dimostrato di procedere con l’avvio della tassa senza l’adeguato metodo, senza i necessari programmi gestionali ed i necessari tempi di adeguamento, trasformandoci in 3 giorni in esattori nei confronti dei nostri clienti. Assurdo.”
L’arrivo di questa mail ha generato un vero e proprio stato di emergenza tra operatori. A confermarlo è Barbara Amadio, titolare del centralissimo Carlton, un 90 camere pronto ad ospitare, nel primo ponte estivo (2 giugno), alcuni pullman di turisti stranieri che hanno già pagato l’importo privo di tassa. “ Io non ho alcuna intenzione di partire con questa modulistica e con l’introduzione della tassa- conferma Barbara Amadio- ai clienti in arrivo che hanno già pagato non posso di certo cambiare i prezzi e le carte in tavola, né posso dprendere un portiere dedicato a compilare moduli per l’intera giornata per centinaia di persone o modificare in tempi brevi il mio programma gestionale. Dovevano prevedere come minimo 30/60 giorni di tempo per l’adeguamento, la fornitura e la formazione sul software, e soprattutto una semplificazione netta della modulistica. Anche altri colleghi che oggi ho sentito non partiranno.”
Se il buon giorno si vede dal mattino, di certo la tassa di soggiorno non sembra foriera di novità positive per l’economia trevigiana.

Nota del Comune di Treviso alle strutture ricettive:
Comune di Treviso Tassa di Soggiorno