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TREVISO: ASSEMBLEA ANNUALE, NUOVE PROPOSTE PER DIFENDERSI DA FISCO E BUROCRAZIA

Una ripresa solo “fiutata” ma non ancora percepita nella realtà, un terziario che segna una timidissima crescita in provincia, un’occupazione non ancora consolidata, che migliora grazie al jobs act, molte speranze tra gli imprenditori del terziario, ma tante emergenze da affrontare: prima fra tutte quella del fisco e della burocrazia. Una questione dal “peso insostenibile”, che “attende soluzioni da 40 anni”, affrontata nel dettaglio nella relazione annuale e che proprio ieri- ha detto il presidente di Confcommercio Renato Salvadori- “ha trovato nella sentenza della Corte dei Conti una conferma della sua gravità”.
Tre- secondo Salvadori- le richieste fondamentali a cui dare voce per arrivare ad una riforma degna del nome: 1) pochi tributi e semplici da pagare (uno per ogni livello di governo) 2) riduzione generalizzata delle aliquote ed armonizzazione a livello europeo 3) corretto equilibrio tra fabbisogni pubblici e costi standard. Il tutto con i necessari ed ancora tanto attesi tagli alla spesa pubblica ed agli sprechi.
Occorre invertire la rotta ed interrompere quel circolo vizioso che genera continui aumenti della pressione fiscale a causa dei tagli dei trasferimenti dallo Stato alle Regioni ed ai Comuni che per far fronte si trovano costretti ad aumentare i tributi locali. Ma è anche necessario arginare le follie burocratiche ed i numerosi adempimenti che rendono impossibile la gestione quotidiana della piccole e medie imprese. “Se le nostre imprese vengono penalizzate con verbali da 1500 euro sulla base d’interpretazioni che nulla hanno a che vedere con i bisogni di sicurezza o con lo spirito vero della legge, non possiamo affrontare con serenità nessuno sviluppo e nessuna ripresa. Non è più sopportabile, in primo luogo dalle imprese, ed in successione dalla necessità di ripresa dell’ intera economia che s’impedisca di lavorare, produrre e competere sulla base di visioni fantasma che, almeno in alcuni casi, muovono i verbali degli organi di controllo.. E’ tempo di andare oltre, dire basta e reagire con tutti i mezzi legali di cui disponiamo.”
Nel concreto la Confcommercio trevigiana sta predisponendo una copertura assicurativa riservata ai soci che garantisca da storture burocratiche, cavilli e sottigliezze normative. Con pochi euro all’anno aggiunti alla quota associativa, tutti i verbali verranno impugnati a costo zero per impresa ed imprenditore. La lotta alla burocrazia parte da qui: resistenza attiva per non pagare l’ingiusto, intasamentando di carte gli uffici che elevano verbali inutili. Una battaglia di civiltà, prima ancora che di giustizia, che si basa sulla forza del numero degli associati e che intende mandare un segnale preciso ad un sistema, spesso obsoleto, che ancora non cambia nonostante le promesse. La copertura assicurativa anti-follie potrebbe diventare realtà con l’inizio del 2016.
Ma l’Associazione non smette di guardare al futuro ponendosi il problema della competitività delle imprese rappresentate. Quindi progetti ed investimenti sulla digitalizzazione, sulla formazione per l’e-commerce rivolto alle pmi, ed un nuovo contratto di lavoro provinciale che, unito a molti altri progetti permettono alla struttura trevigiana di chiudere l’anno associativo con bilanci in salute e nuove idee a supporto delle imprese anticipando la ripresa.