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TREVISO: OCCHIO AL RISCHIO DELLA CIAMBELLA “COL BUCO”

Intervento di Renato Salvadori

In questo momento di grande cambiamento, si possono correre due tipi di pericolo: l’inerzia da mancata decisione o l’azione fine a sè stessa, priva di alcuna decisione strategica che, al fondo, ne guidi l’azione.
Il polemico intervento di Ciro Perusini pubblicato dalla Tribuna tocca, da questo punto di vista, un nervo scoperto: nello scacchiere regionale, Treviso rischia di diventare periferica come Belluno, ma senza avere il vantaggio delle Dolomiti. E’ giunto il momento di chiedersi quando finiranno i personalismi che impediscono la creazione di un “sistema urbano complessivo” con un’unica cabina di regia. Le molteplici, lodevoli, iniziative che si susseguono in una logica di intervento o di promozione puntuale (quindi fine a sé stessa), rispondono bene al bisogno specifico che le produce, ma rischiano di perdere di vista l’unica premessa dalla quale è necessario partire: che cosa è davvero utile alla città per dare risposte coerenti e capaci di futuro ai residenti, agli operatori del commercio e del terziario, ed ai cittadini stessi?
Solo su questa domanda di base ognuno, assumendosene la responsabilità che gli competono, potrà portare il peso dei sacrifici e delle limitazioni che il bene immediato della città e la prospettiva di sviluppo futuro chiederanno.
Diversamente, il rischio della “grande Treviso”, che già esiste sommando al capoluogo i comuni della cintura, sarà quello di essere una ciambella col buco, dove il buco è rappresentato proprio da Treviso capoluogo.
Leggi l’intervento di Ciro Perusini al quale il presidente risponde.
interventoperusini